POPCORN DA HOLLYWOOD #2: L’ITALIANO CHE FORGIA I SOGNI DI TERRY GILLIAM

DI MARCO GIOVANNINI Ai tempi spensierati in cui ancora andava di moda il tormentone “della serie…”, questo articolo sarebbe stato probabilmente titolato usando anche un’altra ironica frase fatta dell’epoca: “Della serie: connazionali che si sono fatti onore all’estero”.

Daniele Auber con Terry Gilliam
Daniele Auber con Terry Gilliam

Daniele Auber è uno di quei talenti che per farsi conoscere ha dovuto fare le valigie, perché il suo lavoro, “concept artist”, in Italia nemmeno esiste veramente. È nato a Trieste, da dove è scappato a 18 anni, verso Roma, perché allora – fine anni ’80 – c’era ancora il cinema di genere. Meta la bottega di Sergio Stiveletti, uno dei pochi maghi degli effetti speciali made in Italy: animatronics, creature, trucchi prostetici, make up vari. Ha fatto anche l’attore e il suo vanto resta il film La maschera di cera, dove veniva ucciso da un suo effetto speciale (un braccio meccanico della statua di Perseo che gli mostrava il volto della Medusa decapitata). E resta il dubbio: tecnicamente parlando, va considerato omicidio o suicidio? Poi è andato a Londra a lavorare per il Jim Henson Creature shop di Camden, così nel curriculum ha potuto inserire anche Harry Potter e la pietra filosofale. E oggi è a Los Angeles, dove vive in una guest house proprio sotto la scritta di Hollywood. E su e giù per le colline guida una Vespa P200 blu del 1975. Ha ormai smesso di lavorare agli effetti speciali e si è trasformato in concept designer, un lavoro che spiega così: «Il processo di traduzione dalla parola scritta all’ immagine. Sanamente artigianale: l’ispirazione è forte quanto la qualità della sceneggiatura e, possibilmente, la visione del regista ». Quando faceva il pittore aveva uno stile figurativo, influenzato dall’Espressionismo e dalla Secessione Viennese («i cui fantasmi aleggiano ancora intorno a Trieste »), e fra gli autori di fumetti si riconosce in Moebius e negli altri benemeriti maestri di Metal Hurlant. Trapianta il concentrato della sua fantasia in film famosi o di culto come Cloud Atlas, Lucy (gli studi per alcune delle scene più mozzafiato e hi-tech sono in mostra in questi giorni al Cinema Ariston, grazie al festival Trieste Science+Fiction), Scream 4, Now You See Me, I maghi del crimine, Facciamola finita, Biancaneve, The Informers – Vite oltre il limite, The Brothers Bloom, Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo. Come uno psicanalista grafico traduce in immagini intuizioni, sogni, incubi di registi visionari: i Wachowski, Besson, Craven, Tarsem, ma anche David La Chappelle e Flora Sigismondi, pregevoli autori di artistici commercial e video musicali. Ma il suo preferito resta Terry Gilliam, con cui collabora dai tempi di I fratelli Grimm. Per ringraziarlo ha usato il suo faccione nella parte del sole per il video musicale King Rat dei Modest Mouse, rimasto incompiuto dalla morte di Heath Ledger, sceneggiatore e regista designato. I produttori (il collettivo The masses di cui parleremo in una prossima rubrica) gli hanno chiesto di finirlo. Daniele ha lavorato a lungo a un progetto personale, il remake di Occhi senza volto di Georges Franju (1960), vanificato poi da La pelle cha abito, il film molto simile di Almodovar (per sapere come invece sarebbe stato il suo, c’è il suo inedito storyboard animato).

Concept design per Hallucinaut
Concept design per Hallucinaut

Poi ha fatto altre esperienze di regia (il corto di 11 minuti Dr. Awkward, operina frutto del volontariato collettivo di amici e fan, costata appena 2000 dollari) e ora si sente pronto per i 15 minuti di Hallucinaut (in italiano Allucinauta), «un trip epico di microscopica grandezza ». L’Auber sceneggiatore lo ha spiegato all’ Auber concept designer come il suo Viaggio allucinante (Richard Fleisher, 1966), ma anche, ironicamente, il «2001 dei corti sotto Lsd, un’ Odissea nello spazio (del corpo) ». Ora sta all’Auber regista, trasformarlo in realtà, con l’aiuto tecnico del direttore della fotografia Nicola Pecorini, abituale collaboratore di Terry Gilliam, che è il padrino del fantastico progetto che prevede vari giorni di location in Arizona. Partirà a breve la campagna di finanziamento kickstarter. Non perdetelo d’occhio.

 

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