Premio Solinas: tutte le migliori sceneggiature vincitrici

L’edizione 2019 del Premio Franco Solinas si è conclusa a La Maddalena decretando il vincitore per il migliore soggetto: è L’angelo Infelice (titolo originale La Valle dei Sorrisi) di Paolo Strippoli Jacopo Del Giudice e Milo Tissone.

A consegnare i premi dei tre concorsi (Premio Franco Solinas, Premio Solinas Experimenta Serie e Premio Solinas Documentario per il cinema in collaborazione con Apollo 11), sono stati Francesco Solinas Presidente Onorario del Premio Solinas, il regista Michael HoffmannAnnamaria Granatello Direttore Artistico del Premio, il Vice Sindaco di La Maddalena Massimiliano Guccini  insieme ai giurati dei tre concorsi.

La giuria del Premio Franco Solinas al Miglior Soggetto ha dunque assegnato a L’angelo Infelice il Premio Franco Solinas Miglior Soggetto 1.000 euro e le Borse di sviluppo per un ammontare complessivo di 4.000 euro da suddividere tra gli stessi finalisti con questa motivazione: “perché attraverso una narrazione di genere sospesa e carica di mistero gli autori  tratteggiano la figura perturbante di un angelo innocente e mostruoso difficile da dimenticare. E affrontano così il tema del dolore, come pena ma anche come tappa ineludibile della vita di ognuno di noi”.

La giuria ha assegnato una menzione speciale a Alice (titolo originale La Bambina Immaginaria) di Elenora Bordi e Giulia Camilla Pace “perchè è una storia che dà vita  a due personaggi femminili non convenzionali, non rassicuranti, non conciliatori. Uno sguardo irriverente sulle relazioni familiari. Con l’auspicio che le autrici sappiano conservare in un successivo sviluppo la freschezza e il brio del soggetto”.

Annamaria Granatello e la Giuria del Premio Franco Solinas, hanno deciso all’unanimità, di arricchire il concorso con una Menzione Speciale al Miglior Progetto in Fase di Sviluppo che è stato assegnato a Elastici (titolo originale La Cura) di Luca Giordano “Per la capacità di raccontare con un linguaggio essenziale ma fortemente evocativo come un gesto d’amore possa diventare violenza quando si trasforma in ossessione. Uno sguardo scomodo su un rapporto madre-figlio così profondo e distruttivo che ha rari precedenti nel nostro cinema”.

La giuria del Premio Solinas Experimenta Serie in collaborazione con Rai Fiction ha annunciato poi il Progetto Vincitore che verrà opzionato dal Premio Solinas per poter realizzare un pilota di serie da 25 minuti con un budget massimo di euro 120.000. Vince Cabala  (titolo originale OM) di Francesco Toto “Per essere riuscito a trattare un tema filosofico urgente e contemporaneo, il bisogno di credere, in una chiave moderna e sorprendente, con una collana antologica che brilla per varietà di temi, generi, ambientazioni e con una eccellente caratterizzazione dei personaggi, profondi, sfaccettati e tridimensionali”

La Giuria ha deciso di assegnare due menzioni speciali ad Autogol (titolo originale Ultima Categoria) di Ivan Pavlovic, e a Il Meccanismo di Kozai di Emanuele Sana.

La giuria del Premio Solinas Documentario per il Cinema in collaborazione con Apollo11 ha invece votato per un premio ex aequo a Non è Roma (titolo originale Amor) di Virginia Eleuteri Serpieri e Se non mi odi non mi ami (titolo originale Il Carattere distruttivo) di Gianandrea Caruso perché sono “due progetti che avventurandosi  nel discorso amoroso esplorano forme e linguaggi diversi del racconto del reale. Dall’intimità dolente del lutto al sentimento anarchico distruttivo”.

Vincono ex-aequo il Premio Solinas Miglior Documentario per il Cinema Non è Roma (titolo originale Amor) di Virginia Eleuteri Serpieri e Se non mi odi non mi ami (titolo originale Il Carattere distruttivo) di Gianandrea Caruso perché sono “due progetti che avventurandosi  nel discorso amoroso esplorano forme e linguaggi diversi del racconto del reale. Dall’intimità dolente del lutto al semtimento anarchico distruttivo” 

La giuria ha inoltre assegnato una menzione speciale a Andata e ritorno (Titolo originale Il Posto) di Gianluca Matarrese e Mattia Colombo “perché è un progetto che nella forma del Road  Movie cerca di trovare un’immagine al nomadismo contemporaneo e alle scelte obbligate dal miraggio della stabilità”.