AMERICAN ULTRA

Mike Howell sarebbe il tipico strafattone di provincia americano che nulla chiede e nulla pretende dalla vita salvo sopravvivere con lavoretti, sballarsi e far sesso con la fidanzata Phoebe, se non fosse inconsapevolmente anche un super-killer della Cia, frutto di un progetto sperimentale e poi ipnotizzato e accantonato lì. Il problema è che qualcuno dei Servizi lo vorrebbe eliminare e lui scoprirà, con sua assoluta sorpresa, di essere una vera macchina da guerra, capace di uccidere anche con un cucchiaio, se necessario.

Action fusa e confusa con la commedia nerd adolescenziale (qualcuno ha parlato sagacemente di incontro tra Clerks e Jason Bourne), American Ultra va collocato nei tentativi generosi e mal riusciti, uno degli svariati concepiti dalla ancor poco sorvegliata fantasia di Max Landis, figlio di John e prolifico sceneggiatore poco più che trentenne che aveva colpito nel segno qualche anno fa con Chronicles (originale fantavventura, con dramma e humour, di adolescenti proletari che acquisiscono casualmente superpoteri per usarli male). La regia di Nima Nourizadeh, angloiraniano al secondo film dopo Project X (quasi altrettanto delirante e pasticciato), non riesce però a servire e servirsi al meglio di un cast di primo piano, con Jesse Eisenberg versione “che sballo ragazzi” e la brava (davvero) Kristen Stewart sempre impegnata nello sforzo di dare il meglio di sé (senza contare che in retrovia militano Topher Grace, Bill Pullman, John Leguizamo e la star tv Connie Britton).

La trama è piuttosto caotica e assurda e si capisce presto quanto a nessuno importi poi più di tanto che abbia un sensato sviluppo di situazioni e nei comportamenti dei personaggi. Cinema chewingum da masticare, fare le bolle e poi sputare, tanto il cervello inevitabilmente vagabonda per altri lidi durante la visione. Insomma, prendiamola come una tappa interlocutoria di un cazzeggiatore (parliamo di Max Landis) dalle potenzialità ancora non chiarissime, nonostante il citato Chronicles e La storia segreta del dott. Frankenstein (altro suo copione).

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