Baby Boss 2 – Affari di Famiglia, la recensione

La Baby Corp. è tornata, stavolta più in famiglia che mai. Nelle sale dal 7 ottobre

(from left) Tina Templeton (Amy Sedaris), The Boss Baby/Ted Templeton (Alec Baldwin) and young Tim Templeton (James Marsden) in The Boss Baby: Family Business, directed by Tom McGrath.

IL FATTO

I fratelli Templeton, Tim e il suo fratello minore Baby Boss Ted, sono diventati adulti e le loro vite hanno preso una piega diversa. Tim è un papà e marito a tempo pieno, vive in periferia con sua moglie Carol con la quale cerca di far crescere le sue due bambine, l’intelligentissima e studiosa Tabitha e la piccolina Tina, instillando in loro l’amore per l’arte e la creatività. Al contrario, Ted è un CEO di fondi speculativi, stacanovista con una vita dedita solo al lavoro, senza famiglia, se non quella del fratello Ted.
Tabitha è la migliore della sua classe al Centro Acorn per Bambini Dotati: idolatra suo zio Ted e vorrebbe diventare come lui, ma Tim, ancora in contatto con la sua iperattiva immaginazione giovanile, è preoccupato che lei si stia impegnando troppo a discapito di un’infanzia normale.
Quando la piccola Tina rivela di essere un agente segreto tra i migliori della BabyCorp in missione per scoprire gli oscuri segreti della scuola di Tabitha e del suo misterioso fondatore Dr. Edwin Armstrong, i fratelli Templeton si trovano riuniti nei modi più inaspettati e sono portati a rivalutare il significato di famiglia e a scoprire cosa conta veramente.

Baby Boss 2 – Affari di Famiglia, la ricreazione è finita (trailer)

L’OPINIONE

Nel 2017 la DreamWorks scommetteva sul fascino e sulla simpatia di un ‘neonato in giacca e cravatta che si comporta da adulto’ uscendone profumatamente ripagata, con mezzo miliardo di incassi mondiali e una nomination all’Oscar. Quattro anni dopo, affida nuovamente a Tom McGrath l’incarico di dirigerne un sequel che, sostanzialmente, potesse mantenere inalterata la formula vincente dell’originale, mix di umorismo, azione e sentimenti. Mission accomplished direbbero i piccoli Baby Boss protagonisti di questa nuova avventura coloratissima e frenetica, che seppur con qualche convenzionalità sentimentale e una trama forse troppo arzigogolata, riesce a convincere e divertire quanto il primo capitolo. Si allarga in questo caso lo spazio dedicato alla famiglia, ramificato nei rapporti padre-figlia (il più importante) ma anche fratello-fratello e, in ultimo, anche sorella-sorella. Continua a funzionare bene l’umorismo slapstick che aveva già contraddistinto il primo film, a cui si aggiunge un’animazione a tratti fantasticamente immersiva e una parentesi satirica nei confronti del capitalismo e dell’era tecnologica che, ancora una volta, rendono il prodotto piacevolmente adatto alla visione di grandi e piccini.

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