Being the Ricardos, la recensione del film con Nicole Kidman e Javier Bardem

"Being the Ricardos" di Aaron Sorkin con Nicole Kidman e Javier Bardem, dal 21 dicembre su Prime Video

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Non appassionarsi alla storia di Lucille Ball e Desi Arnaz è quasi impossibile, coppia nella vita e sul piccolo schermo, negli anni ’50 per la prima volta mostrarono in televisione una gravidanza reale e infransero diversi tabù con una delle serie televisive più amate di sempre, Lucy ed io. In Being the Ricardos, dal 21 dicembre disponibile su Prime Video, il regista e sceneggiatore Aaron Sorkin (The Social Network, 2010, Il processo ai Chicago 7, 2020) prende in considerazione i quattro giorni più decisivi per la carriera dei due e del loro show e racconta una storia completa, puntuale e ricca di sfumature, con Nicole Kidman e Javier Bardem.

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Siamo nel 1952, Lucille Ball (Nicole Kidman) e Desi Arnaz (Javier Bardem) sono i protagonisti della sit com più seguita negli Stati Uniti, I Love Lucy. I due sono una coppia anche nella vita reale: lei un’attrice americana, lui un musicista di origine cubana. Le loro vite personali e professionali sono rette insieme dal delicato equilibrio che la serie televisiva riesce a dare loro. In un solo tragico giorno però tutto viene messo in crisi.

In Being the Ricardos Sorkin compone insieme al livello narrativo diversi elementi critici. Sullo sfondo di quella che dall’esterno potrebbe sembrare una storia d’amore perfetta in una altrettanto perfetta situazione professionale, accadono quattro eventi: Lucy viene accusata di essere un membro del partito comunista; Desi, durante una delle sue fughe notturne trascorse a bere e giocare a carte lontano da casa, viene fotografato da un tabloid in compagnia di un’altra donna; la coppia rivela alla troupe di essere in attesa di un bambino; e infine, proprio nella settimana decisiva per la sopravvivenza dello show, Lucy ingaggia con il regista una rigida battaglia sui dettagli di una scena.

Dal lunedì, giorno in cui iniziano le prove dell’episodio settimanale della sit com, al giovedì, giorno in cui lo show verrà messo in scena davanti ad un ristretto pubblico in presenza mentre viene registrato per la messa in onda televisiva, Lucy, Desi, i membri del cast, tra cui Vivian (Nina Arianda) e William (J. K. Simmons), e tutta la troupe vivono sotto la pressione di continue crisi che rischiano di far cessare lo show.

Grazie ad un abile uso dei flashback, Sorkin riesce ricomporre il quadro completo della storia, sospesa tra realtà e finzione, di Lucille e Desi con tutto il suo fascino retrò e l’incalzante modernità che si va fa avanti con discrezione.

Non ci sono fratture né incongruenze o elementi dissonanti in Being the Ricardos, il racconto procede per tutta la durata delle due ore del film in modo fluido, con leggerezza, ma anche con la giusta dose di drammaticità che deve accompagnare una storia d’amore e professionale importante. Come era la vita stessa di Ball e Arnaz, anche il film di Sorkin si regge sul continuo bilanciamento di equilibri sentimentali e professionali, fino al punto in cui ognuna delle crisi che la coppia affronta nell’arco dei giorni che la separa dalla messa in scena dello show converge in un unico punto drammatico e, quasi tutto, trova una sua soluzione finale.

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Being the Ricardos non è una storia sentimentale, né un racconto di rivalsa sociale o professionale e nemmeno la rappresentazione dello spaccato di un recente passato televisivo, eppure restituisce tutte queste cose insieme attraverso gli spunti che Sorkin tocca e risolve con estrema naturalezza. Il tema della donna, quello dell’integrazione, il tabù della gravidanza e quello relativo al comunismo, sono tutti trattati dal regista e sceneggiatore con una semplicità e disinvoltura quasi disarmante, che non banalizza i singoli argomenti, ma li propone con schietta lucidità, proprio come appare il personaggio stesso di Lucy.

Kidman è eccellente in questo gioco di equilibri, posata, ma coinvolta in modo credibile, realizza il difficile compito di non scadere mai in un eccesso o in quello opposto, mentre Bardem, non all’apice delle sue performance, riesce comunque ad accompagnare e sostenere la storia e la sua protagonista.

Le finte interviste che costellano il film di commenti a posteriori sulle vicende e i personaggi della storia risultano il vero neo di Being the Ricardos. Senza aggiungere o togliere nulla al racconto in realtà offrono quel tono da mockumentary che stona rispetto all’affresco che l’intero film compone.

RASSEGNA PANORAMICA
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