CALCOLO INFINITESIMALE

Stromboli. Roberto Pistis ha scritto solo un romanzo, Calcolo infinitesimale, ma tanto è bastato per dargli fama e successo. Da anni però vive eclissato dal mondo, negando ogni notizia di sé. La giornalista Valeria Hostis riesce a scovarlo, decisa a strappare una intervista che avrà diffusione mondiale (anche El Pais e il New York Times sono interessati, dice). In una sorta di caccia-partita a nasconderello reciproca, i due si scrutano, parlano, rivelano e celano. Anche perché, nessuno dei due è quel che afferma di essere.

Un film fatto di sentieri che si biforcano, con i due protagonisti che smettono di essere quel che sono per diventare una sorta di funzioni archetipiche (maschile e femminile) per altre storie. Da una parvenza di trama, anche spionistica (in qualche modo c’entrano i servizi segreti e un massacro nel paesi arabi) e tendente al giallo rosa, Calcolo infinitesimale si sperde nella surrealtà, nella letteratura (basterebbero i cognomi del duo), in un viluppo di situazioni – a volte non spiegate – sempre più artificiale.

Pare quasi, l’opera di Enzo Papetti e Roberto Minini Merot (sceneggiatori, documentaristi, saggisti e insegnanti), soprattutto un invito alla provocazione intellettuale, con sagome di fumetti e palloncini a forma di squalo (qui ci si ricorda del Kusturica di Arizona Dream) che appaiono o “nuotano” nell’aria a confermare che non è la plausibilità del realismo quella che si cerca. Un gioco compiaciuto che indubbiamente spiazza (con battute del tipo “essere sinceri è una virtù, mentire è un’arte”), non solo gli spettatori, ma anche i due attori Stefania Rocca e Luca Lionello, che, pur forniti di ottima e abbondante esperienza, qui non riescono (probabilmente non per colpa loro) a trovare uno stile di interpretazione adatto, sempre un po’ straniti, un po’ compassati, un po’ gratuiti nelle loro agire-reagire. Comunque il panorama è stupendo, la luce illumina e bacia corpi, spazi, cibi e natura, mentre le musiche sul grottesco sono affidate a Paolo Fresu (su cui Minini Merot ha girato il docufilm 365) e Daniele Di Bonaventura.

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