CRISTIAN E PALLETTA CONTRO TUTTI

«Nella vita ci vuole culo». Forte di questa filosofia, Cristian si arrabatta tra disoccupazione ed esistenza precaria. Ha due punti fermi: la fidanzata pugliese che lavora nella ditta alimentare (burrate e mozzarelle) del padre, ma con il potentissimo zio Gaetano alle spalle, e l’amico Palletta, aiutante di uno sfasciacarrozze-meccanico. Attraverso due loschi e sconnessi delinquenti di quartiere viene coinvolto in un colpo decisamente più grande di lui, ovvero condurre a Vaduz («nel Lìcensten») una macchina imbottita di cocaina. Ma come passare la frontiera? Semplice e assurdo, pare che la pipì del giaguaro ottunda il fiuto dei cani poliziotto. E, guarda caso, un giaguaro ci sarebbe pure: in Puglia. Cristian e Palletta, sognando la svolta, si lanciano così verso lo zoosafari di Fasano. Troveranno un circo, una assatanata donna extralarge, criminali agguerriti e tanti, ma proprio tanti, guai.

L’inizio cita Trainspotting, con fuga, ripresa stoppata (e commento fuori campo), quasi come chiamata di complicità ideale. Il resto è una commedia picaresca e survoltata, tra Roma e le pianure riarse del Tavoliere. Antonio Manzini (già attore, cineasta, sceneggiatore per Infascelli – Il siero della vanità – e Salvatores – Come Dio comanda – ma ci piace ricordarlo anche come sapido autore di gialli con protagonista il Vicequestore Rocco Schiavone), che lo ha scritto e diretto (cambiandogli anche il titolo scelto inizialmente, Zio Gaetano è morto) lo definisce «un film corsaro, perché è un racconto basato sulla velocità e sulla leggerezza». Aggiungeremo che trae la maggior parte dei suoi umori libertari anche dall’alchimia prodotta dal duo protagonista, Libero De Rienzo e Pietro Sermonti, così simpatico da riuscire a far perdonare (non del tutto, però) anche qualche situazione di imbarazzante grevità, come l’obbligato rapporto sessuale tra l’obesa e Cristian, con tanto di battutacce romanesche. Insomma così svelto, diretto, improbabile e senza arditi secondi fini, da suscitare alla fin fine buonumore e indulgenza.