DIPLOMACY

Diplomatie Francia, 2014 Regia Volker Schlöndorff Interpreti André Dussollier, Niels Arestrup, Burghart Klausser, Robert Stadlober, Charlie Nelson, Jean Marc Roulot Sceneggiatura Cyril Gely, Volker Volker Schlöndorff Produzione Marc de Bayser, Frank Le Wita Distribuzione Academy Two Durata 1h e 24′ www.tinyurl.com/o3o4ogr

In sala dal

20 novembre

24 Agosto 1944, Parigi sta per essere liberata dagli alleati e dai partigiani. Al generale Dietrich von Choltitz viene comandato di distruggere la città prima di abbandonarla. Addio dunque alla tour Eiffel, al Louvre, a Notre Dame, a una città tesoro e patrimonio dell’umanità. All’Hotel Meurice, dove è alloggiato, arriva il diplomatico svedese Raoul Nordling, intenzionato a convincerlo a non emanare il terribile ordine. Ha poche ore di tempo per riuscire nell’intento, giusto sino all’alba. E la coscienza dell’integerrimo militare della wermacht dovrà scegliere: seguire il codice etico di obbedienza che si è sempre dato (e salvare tra l’altro la sua famiglia praticamente tenuta in ostaggio a Baden Baden) o evitare di macchiarsi dell’infamia di un atto contro l’umanità e la cultura?

Volker Schlondorff, nome e nume della cinematografia tedesca (“L’onore perduto di Katharine Blum” e soprattutto “Il tamburo di latta” sono titoli fondamentali) dall’alto dei suoi venerabili 75 anni mostra ancora lucidità e coraggio. Certo le energie non sono più quelle del cineasta d’assalto pronto a tutte le complicazioni del set all’aria aperta. Meglio dunque una congegnata pièce teatrale (di Cyril Gely) in ambiente ovattato e chiuso (con qualche piccola divagazione in esterni, più brani documentari a ribadire che di Storia si tratta), tanto per la tensione (con spasmi di vibrante drammaticità emotiva) ci pensano la terribilità della questione e il formidabile gioco di recitazione che si instaura tra due interpreti in stato di grazia: il garbo da comedièn che accompagna la determinazione morale di Dussolier e la fragile rigidità del contegnoso e disperato Arestrup. Due caratteri all’altezza della drammaticità del momento, uno di quei momenti della Storia dove la volontà dell’individuo può davvero contare. Ed è grazie anche a questi due maestri della scena e delle (cinquanta?) sfumature della grande recitazione che alla dignità della sostanza dei contenuti si aggiunge il godimento puro della messainscena di classe. Meritevolmente presentato all’ultimo festival di Berlino, “Diplomacy – Una notte per salvare Parigi”, andrebbe visto – e non per cinefilo snobismo, lo giuro! – in originale con i sottotitoli, proprio per apprezzare al meglio questo fantastico duo in action.

Massimo Lastrucci

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