Don’t Look Up, la recensione e l’Effetto Dunning-Kruger

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DON'T LOOK UP (L to R) JENNIFER LAWRENCE as KATE DIBIASKY, LEONARDO DICAPRIO as DR. RANDALL MINDY. Cr. NIKO TAVERNISE/NETFLIX © 2021

Don’t Look Up, il nuovo film di quel perfido geniaccio di Adam McKay, è la sintesi perfetta dell’Effetto Dunning-Kruger. Per chi non lo sapesse, l’Effetto Dunning-Kruger è una distorsione cognitiva che porta persone incompetenti a considerarsi luminari nei campi più diversi.

È quello che accade quotidianamente sui social network

Dove chiunque si sente libero di dire la sua su un qualsivoglia argomento, dando dell’imbecille a chi non è d’accordo con lui, comprese persone il cui curriculum giustificherebbe il dibattere con cognizione di causa. Le pericolose derive e conseguenze di questa democrazia digitale si manifestano poi nella realtà.

I due astrofisici protagonisti di Don’t Look Up, interpretati da Leonardo DiCaprio e Jennifer Lawrence, che scoprono che un enorme asteroide entro sei mesi si abbatterà sulla Terra facendo scomparire il genere umano, si scontrano quindi con una minaccia ben più pericolosa dell’enorme sasso siderale.

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DON’T LOOK UP, JENNIFER LAWRENCE as KATE DIBIASKY. Cr. NIKO TAVERNISE/NETFLIX © 2021

Su questa impalcatura McKay costruisce un racconto che è specchio perfetto dei nostri tempi, in cui è facile adattare metafore contemporanee, dall’asteroide-pandemia alla Presidente degli Stati Uniti cialtrona e proiezione del Trumpismo e della Cancel Culture.

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Si potrebbe continuare a lungo, sottolineando facilmente che a uno scrittore brillante come il premio Oscar per la sceneggiatura de La grande scommessa piace vincere facile, mettendo in fila una serie di caratteri, situazioni ed evoluzioni narrative mutuate dal paradossale quotidiano.

Ma il gioco di McKay va oltre, non si limita a mettere alla berlina i super ricchi che vogliono colonizzare lo spazio con razzi che esplodono una volta su due, gli intellettuali che non riescono a resistere alle sirene della notorietà e l’uomo comune che riversa odio e frustrazione sui social dove poter semmai organizzare una bella rivolta con saccheggio. Anche questo, troppo facile.

Il film è il virus stesso

Non a caso aveva bisogno di una cassa di risonanza mondiale come Netflix, in questo momento non intaccabile da quello vero. Il contagio avviene dopo la visione, o anche la non visione sempre per l’effetto di cui sopra. Chi lo ama e chi lo odia, chi lo considera banale e chi geniale, chi offensivo e chi realistico. In ogni caso, l’obiettivo è stato raggiunto, l’asteroide sta arrivando e il mondo pensa a litigare.

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Don’t Look Up non ha le magnifiche costruzioni narrative de La grande scommessa, ma è anche asciugato quanto basta dell’odio cieco che pervade Vice e che toglie paradossalmente potenza a un film storicamente importante .

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McKay qui punta più che mai sugli attori, da cui riesce sempre a tirare fuori il meglio, dando a DiCaprio un ruolo tragico e leggero che dimostra che questo interprete straordinario dovrebbe deliziarci più spesso con la commedia.

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Jennifer Lawrence è un’impagabile sovversiva, Meryl Streep e Jonah Hill sono grotteschi candidati della Manchuria, Mark Rylance la personificazione contemporanea della malvagità dell’ultracapitalismo (personaggio su cui c’è da fare anche una breve digressione. Quest’ignobile incrocio tra i CEO dei colossi che dominano il pianeta non va confuso con l’idealista creatore della realtà digitale del Ready Player One di Spielberg, sempre da lui interpretato, tragica figura shakesperiana che costruisce una prigione dell’anima su scala globale).

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Don’t Look Up si evolve senza particolari picchi d’autore

Mantenendo un alto livello narrativo aiutato da eccellenti predecessori, dal Kubrick di Dr. Strangelove alle molte riflessioni sulla stupidità umana dei Coen Bros, passando per McLuhan e Umberto Eco e senza dimenticare alcuni classici della letteratura e del cinema di fantascienza.

Adam McKay maschera i generi

Ci presenta in forma di commedia un film dell’orrore che quotidianamente viviamo e neghiamo quando ci viene sbattuto faccia.

Il risultato, alla fine di questa vera fiera delle illusioni, sarà sempre lo stesso.

Ma non si può dire, sarebbe uno spoiler.

RASSEGNA PANORAMICA
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