FORZA MAGGIORE

Turist, Svezia, Francia, Norvegia, Danimarca, 2014 Regia Ruben Östlund Interpreti Johannes Kuhnke, Lisa Loven Kongsli, Vincent Wettergren, Clara Wettergren, Kristofer Hivju, Fanni Metelius, Karin Myrenberg, Brady Corbet Sceneggiatura Ruben Östlund Produzione Philippe Bober, Erik Hemmendorff, Marie Kjellson Distribuzione Teodora Durata 2h

In sala dal 

7 maggio

Una famiglia svedese trascorre alcuni giorni di vacanza sulle alpi francesi sciando e godendosi i momenti insieme. Ma un giorno, durante un pranzo sulla terrazza di un ristorante la minaccia di una valanga getta lo scompiglio. Ebba cerca di proteggere i figli e chiama in aiuto il marito Tomas, ma quest’ultimo fugge per mettersi in salvo. Il disastro annunciato non avviene, ma la famiglia resta profondamente scossa. L’inatteso comportamento di Tomas mette in discussione responsabilità, ruoli, legami e lo stesso matrimonio con Ebba.

A differenza di quelle che si sono recentemente abbattute sull’Everest, la valanga che minaccia di travolgere fisicamente la felice famigliola svedese è solo una nuvola di neve, frutto di un’esplosione controllata. Ma le persone, si sa, reagiscono in maniera imprevista allo stress e alle emergenze, e quel mancato cataclisma finisce per spazzare via in pochi secondi tutte le certezze di una coppia nella quale si rispecchiano le fragilità di un’intera società. Vincitore del premio della giuria a Un Certain Regard dello scorso Festival di Cannes e di sei Guldbagge (gli Oscar svedesi) battendo il Piccione di Roy Anderson, Forza maggiore di Ruben Östlund fotografa uno di quei momenti nella vita delle persone dopo i quali niente sarà più come prima. La fuga di Tomas, che raccoglie guanti e cellulare da tavolo e se la dà a gambe levate, è uno di quei tradimenti che una donna e una madre non possono accettare. Dopo lo scampato pericolo Tomas torna dalla famiglia con il sorriso sulle labbra, facendo finta di niente, ma per Ebba è cambiato tutto, qualcosa si è rotto per sempre, e non perderà occasione di denunciare il suo comportamento anche in presenza di amici (“non credevo si potesse correre così velocemente con gli scarponi”). Lui nega, piange, si dispera, prende coscienza dell’uomo e del padre che non riesce a essere, ostacolato da egoismi e debolezze. E così in una sorta di versione light di Scene di un matrimonio assistiamo alla lenta, inesorabile decostruzione della figura del maschio in una società, quella svedese, dove le donne occupano posti chiave in tutti i settori tanto da relegare i propri partner a figure sullo sfondo. Se il cinema hollywoodiano ci ha abituato a padri che approfittano proprio di una situazione di pericolo per dimostrare a figli ed ex mogli di essere all’altezza della situazione e di poter ancora aspirare a un ruolo fondamentale in seno alla famiglia (spesso le storie si concludono con la riammissione dell’uomo in casa), qui il pater familias dimostra tutta la propria inadeguatezza lasciando alla moglie il faticoso compito di ricostruire il nido distrutto.

Alessandra De Luca

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