Frammenti dal passato – Reminiscence, la recensione

Dal 26 agosto in tutte le sale italiane 'Reminiscence', thriller neo-noir fantascientifico con protagonisti Hugh Jackman, Rebecca Ferguson e Thandiwe Newton.

IL FATTO

In una Miami postmoderna di un futuro imprecisato, l’innalzamento delle maree e delle temperature ha provocato forti allagamenti, lasciando la zona quasi del tutto sommersa dall’acqua. Decenni di degrado ambientale e una guerra di confine, hanno fatto sì che la città venisse suddivisa in due zone: la prima, chiamata “Costa Sommersa”, assomiglia a una Venezia distopica, dove la gente, per lo più povera, vive di notte per evitare l’insopportabile caldo del giorno. La seconda è la cosiddetta zona delle “Terre Aride”, monopolizzata dai potenti ricchi.

Nella costa sommersa vive Nick Bannister (Hugh Jackman), un veterano della guerra diventato investigatore privato e collaboratore della polizia, che, insieme alla sua ex commilitone e migliore amica Watts (Thandiwe Newton) gestisce un’attività che consente alle persone di raccontare e rivivere vecchi ricordi utilizzando una vasca acquatica con deprivazione sensoriale. La vita di Nick cambia per sempre quando nel suo studio si presenta una nuova cliente, Mae (Rebecca Ferguson), che lo contatta per una semplice questione: lo smarrimento di un oggetto. Nick s’innamora a prima vista, ma la bellissima e imperscrutabile Mae nasconde grandi segreti e la loro relazione si trasforma in una pericolosa ossessione.

L’OPINIONE

Dopo il grande successo di Westworld, Lisa Joy debutta alla regia di un lungometraggio, e dirige una sua sceneggiatura originale, affiancata da un team creativo che comprende alcuni dei suoi collaboratori avuti nella fortunata serie televisiva di HBO (direttore della fotografia, scenografo e compositore) e ben due elementi nel cast, Thandiwe Newton e Angela Sarafyan.

L’idea di Reminiscence, scritto dalla Joy durante e subito dopo la sua gravidanza e un lutto in famiglia, nasce e si basa sul concetto di passato e memoria, tematiche ampiamente già sfruttate (ed estremamente bene) in altre pellicole. Proprio il paragone con tali opere (da Blade Runner a Minority Report, Chinatown e Matrix fino a Inception giusto per dirne alcune) mette Reminiscence in una posizione complicata.

Sulla carta ha tanto da offrire, a partire dal fatto – così raro ultimamente – di vedere un concept originale raggiungere lo schermo come film ad alto budget, e ancora più raro che quel film sia scritto e diretto da una donna. Il risultato finale, in questo caso, è buono ma sotto le aspettative, indebolito da diverse idee cotte a metà che galleggiano in una vasca (per restare in tema) di indecisioni narrative e spunti che andavano sfruttati meglio.
A differenza di molti film simili, qui non si gioca con il confine permeabile tra esperienza reale e irreale. I ricordi sono affidabili, sappiamo sempre se stiamo vedendo il passato o il presente, e questo, unito a pochi lampi e dialoghi un po’ insipidi, non fa brillare la storia, rendendola torbida agli occhi di molti spettatori con standard e aspettative ben più elevati.

Rimane comunque piacevole la visione, piena di atmosfere e soprattutto di un cast tutt’altro che mediocre, in cui si emerge la solida fiducia artistica che intercorre tra Hugh Jackman e Rebecca Ferguson, forgiata nel tempo grazie alla loro precedente collaborazione in The Greatest Showman.

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