IL RAGAZZO INVISIBILE

Id., Italia, 2014 Regia Gabriele Salvatores Interpreti Ludovico Girardello, Valeria Golino, Noa Zatta, Fabrizio Bentivoglio, Xenia Rappoport Sceneggiatura Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi, Stefano Sardo Produzione Indigo Film, Raicinema Distribuzione 01 Distribution Durata 1h e 40′

In sala dal

18 dicembre

Timido e introverso come l’adolescenza (specie quella raccontata su schermo) comanda, Michele cresce a Trieste angariato da qualche bulletto e tacendo i suoi travagli alla madre single e poliziotta. Ma la realtà ha molti progetti su di lui e quando si scopre dotato di super-poteri come l’invisibilità (è solo l’inizio) arriveranno le spiegazioni e, con queste, altre più incredibili e gravi domande. Soprattutto si troverà al centro di un complotto internazionale, perché è da anni che qualcuno lo sta cercando.

Di Gabriele Salvatores invidiamo l’inesausta capacità di mettersi in gioco, di provare a rinnovarsi e rischiare sempre qualche cosa. Il suo non riposare sugli allori (con “Mediterraneo” avrebbe potuto riciclarsi ad libutum nella formula comedy progressista) lo ha portato negli ultimi anni ad avventure esotiche dai best seller sulla criminalità post-sovietica (“Educazione siberiana”) o emozionanti lavori documentari di montaggio (“1960” e “Italy in a Day”). Ora esperimenta il cinema fantastico per ragazzi, da un fumetto e con qualche prospettiva di serial. Lo frena non poco la (solita?) correttezza dei propositi e la felice ma acerba età dei protagonisti, così che il tutto ricorda un pochino quei prodotti ipercontrollati made in Europa che ammiccano alla spumeggiante inverosimiglianza dei cugini di Hollywood ma sempre con la coscienza limitante del messaggio (ricorda in questo un po’ certe produzioni tedesche o mitteleuropee). Al contrario è notevole la consapevolezza tecnica, frutto di una raggiunta maturità che si evidenzia nella bellezza dello sguardo fotografico, nella scelta delle scenografie, nella scorrevolezza del montaggio e nel controllo dei professionisti, da Bentivoglio, caratterista buffo con misura ma soprattutto di Valeria Golino, padrona da qualche stagione di una tavolozza di espressioni e toni a più sfumature che quando aveva iniziato non possedeva. Complimenti.

 Massimo Lastrucci

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