LA CANZONE DEL MARE

La piccola Saoirse vive in un faro, su di un’isolotto delle Orcadi, insieme a suo padre Conor, al fratellino Ben e al fedele cane Cu. La mamma, invece, è scomparsa subito dopo averla data alla luce, lasciandole, oltre ad uno sbiadito e tenero ricordo, anche una conchiglia dal suono fatato. Una notte, Saoirse, soffiando all’interno del guscio perlato, viene attirata dalle candide foche, che la portano fin dentro l’oscurità delle onde. Inizierà così un viaggio che le farà scoprire le sue magiche origini.

Candidato nel 2015 a Miglior Film d’Animazione agli Oscar, La Canzone del Mare (in originale Song of the Sea), prodotto nel 2014 e (finalmente!) arrivato anche in Italia, è un tripudio, forte e limpido, di emozioni. Di quelle che saturano gli splendidi colori pastello delle immagini, quasi fosse un disegno fatto da un bambino, dove i contorni sono decisi, le figure preponderanti e dove, nel limitato spazio del foglio bianco, è racchiusa tutta la sua immaginazione. Alla maniera voluta dal regista Tomm Moore, co-fondatore – insieme a Paul Young – della factory d’animazione della Cartoon Saloon, che, spinto dalla voglia di mettere in connessione musica, poesia e una luminosa narrazione, è andato oltre l’immaginazione stessa, sfiorando con empatia, sensibilità ed emotività temi delicati: la perdita di qualcuno, la catarsi del viaggio, l’assoluta forza della Natura, l’amore fraterno.

Realizzato nel ”classico” 2D, con uno stile artigianale e risplendente, la storia, sceneggiata da Will Collins e basata su un’idea di Moore, è una rivisitazione in salsa d’animazione del mito delle Selkie. Ovvero quelle foche che, nella cultura gaelica, durante le notti di luna piena, si trasformano in donne. Infatti, La Cartoon Saloon, che si affianca per qualità alla Disney, alla Pixar o alla DreamWorks, con i suoi film tramanda l’importanza dei miti e del folklore – come fa lo Studio Ghibli per quanto riguarda l’Oriente – riuscendo con La Canzone del Mare a trasportarci in quelle leggende celtiche che si suonano da centinaia di anni. Il risultato finale, a cavallo tra il verde celtico e il blu saturo del mare che tocca il cielo, è pura e intima gioia: una conchiglia raccolta sulla spiaggia, che racchiude il suono delle onde, misteriosa per i più piccoli, ancestrale per i grandi. E, La Canzone del Mare, con il viaggio intrapreso dai suoi divertenti ma profondi personaggi, da Saoirse a suo fratello Ben, fino al tenero cagnone Cu, possiede un cuore enorme, che fa fluire, scena dopo scena, l’armonica bellezza della fantasia abbracciata ad una scintillante vita. Come le stelle del cielo d’Irlanda.

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