LA LEGGE DEL MERCATO

La loi du marché, Francia, 2015 Regia Stéphane Brizé Interpreti Vincent Lindon, Karine de Mirbeck, Matthieu Schaller Distribuzione Academy Two Durata 1h e 33′

In sala dal 

29 ottobre

A 51 anni, sposato e con un figlio disabile, Thierry è disoccupato da venti mesi. Dopo molti inutili corsi di formazione e umilianti colloqui viene assunto in un ipermercato per vigilare sui tentativi di furto. Un lavoro come tanti, fino al giorno in cui l’uomo si trova a dover affrontare un dilemma morale.

Cosa resta della dignità degli uomini schiacciati dalla brutalità di una società votata esclusivamente al profitto, umiliata dalla precarietà del lavoro e dall’arroganza di aziende per le quali un individuo è solo l’anonimo tassello che compone una statistica? Quanto vale un essere umano? Intorno a questi interrogativi, con lo sguardo rivolto al cinema dei fratelli Dardenne, soprattutto all’ultimo, Due giorni, una notte (forse troppo, ed è questo l’unico limite del film), ruota il dramma sociale di Stéphane Brizé che mette a confronto Vincent Lindon (miglior attore all’ultimo Festival di Cannes) con attori non professionisti  nello stesso ruolo che occupano nella vita. Thierry è come un pugile bravo a incassare. Non ha più un posto all’interno del sistema e quando accetta il lavoro di sorvegliante al supermercato, non ha altra scelta. Ma, spettatore delle miserie altrui, non potrà far finta di niente. Incollata al protagonista per restituirci esclusivamente il suo punto di vista, la macchina da presa testimonia con uno stile documentaristico la dolorosa e quotidiana odissea di un uomo qualunque alle prese con la violenza di un mondo che trasforma le persone in carne da macello, sacrificate sull’altare della legge di un mercato che spinge a una degradante guerra tra poveri. E lo fa senza drammi, retorica, autocommiserazione, rivendicazioni politiche o ideologiche, con un’essenzialità determinate anche da un budget ridotto a 1 milione e 400mila euro.

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