Nicola – Cozze, kebab & Coca Cola – Recensione

In anteprima nazionale al Festival del cinema europeo di Lecce il docufilm del regista Antonio Palumbo che racconta il culto internazionale di San Nicola. Dal 6 dicembre al cinema, una produzione Oz Film.

nicola cozze kebab e coca cola

Nicola – Cozze, kebab & Coca Cola è un mockumentary diretto dal regista e attore barese Antonio Palumbo che racconta tra realtà e leggenda la storia di San Nicola. Considerato da tutti, almeno in Italia, il santo patrono di Bari, in realtà è un “santo internazionale” venerato dalla Francia alla Russia, dall’Olanda al Belgio, dalla Turchia, da dove ha origine, agli Stati Uniti dove è meglio conosciuto come Santa Claus, ovvero Babbo Natale. Il regista intraprende un lungo viaggio sulle orme del suo culto scoprendo aspetti inediti e curiosi.

LEGGI ANCHE: Antonio Palumbo: «Vi racconto San Nicola, il più amato del mondo»

Mescolando realtà e fiction vediamo Antonio (lo stesso Palumbo), un regista in crisi, cercare inutilmente l’agognata ispirazione per un nuovo film: tante idee ma nessuna che lo conquisti davvero. Fino a quando un misterioso vecchietto gli suggerisce di girare un film sulla vera storia di San Nicola: vescovo di Myra (antica città ellenica, situata nell’attuale Turchia meridionale), nato intorno al 270, interveniva sulle sentenze di morte dei giudici, sempre pronto ad aiutare i deboli.

Una figura, secondo la leggenda, capace di straordinari miracoli, come quello di aver resuscitato tre bambini uccisi da un oste che li aveva macellati per farne carne per le sue zuppe. Un santo “conteso” dai suoi fedeli, famoso è infatti il furto delle reliquie, anche detto traslazione, da parte di 62 marinai baresi nel 1087 in seguito al crollo economico e politico della città dopo l’invasione normanna. Dopo la traslazione la città visse un periodo di rinascita, divenendo il centro del culto nicolaiano nel mondo. Furto dei suoi resti compiuto, tra gli altri, anche dai francesi: «Se sei un osso di San Nicola non puoi mai stare tranquillo», chiosa Antonio.

Con uno stile brillante e ironico il regista riesce a rendere la vita di un santo coinvolgente, non raccontando pedissequamente miracoli e culti ma rispecchiando appieno il miscuglio di culture e popoli che condividono la devozione per questo santo che «scatena la fantasia dello spettatore» come affermato nel film dal regista Nico Cirasola tra i commentatori della vita di San Nicola, insieme a religiosi come Padre Gerardo Gioffari o a scrittori come Nicola La Gioia. In particolare quest’ultimo fa una curiosa disamina sulla “trasformazione” di San Nicola in Babbo Natale negli Stati Uniti, che nel tempo passò da essere una figura sacra e folkloristica a simbolo del consumismo, divenendo a livello mondiale il “testimonial” della Coca Cola.

Se vi è piaciuto guardate anche …

Il docufilm di Palumbo del 2015 Varichina – La vera storia della finta vita di Lorenzo De Santis, scritto e girato con Mariangela Barbanente, finalista ai Nastri d’Argento.

Nessun Articolo da visualizzare