Settembre, la recensione

In sala dal 5 maggio con 01 Distribution

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Un giorno di settembre tre personaggi si accorgono che la vita in cui si ritrovano non è quella che sognavano. Maria viene finalmente notata dal ragazzo che le piace e che, attraverso Sergio, un compagno di scuola, le chiede di fare l’amore con lui. Francesca, la madre di Sergio, complice il risultato di una delicata visita medica, sta cambiando radicalmente la prospettiva sulla propria vita, avvicinandosi sempre di più alla sua amica Debora, tradita dal marito. Guglielmo, bloccato in una bolla di apatia da quando sua moglie lo ha lasciato, frequenta solo Ana, una giovane prostituta corteggiata da un ragazzo del quartiere che la crede un’apprendista estetista.

L’OPINIONE

Opera prima di Giulia Louise Steigerwalt, Settembre, presentato in anteprima al Bif&st – Bari International Film Festival, è un racconto corale che esplora le relazioni umane, la nostra natura più profonda, la ricerca di un contatto più autentico tra le persone. Un piccolo film fatto di sceneggiatura e attori, dialoghi precisi e personaggi a fuoco, sentimenti, scoperte e sorprese. Se la regia è ancora acerba, senza particolari invenzioni, lo script è solido, generoso con tutti i personaggi, equilibrato nel distribuire spessore alle singole storie, attento alle traiettorie umane che ridisegnano i destini dei personaggi. Gentilezza e freschezza sono altri due aggettivi che definiscono questa commedia che può contare su un cast eterogeneo, ma perfettamente amalgamato dal senso della regista per la direzione degli attori.

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Alcuni tra i film preferiti dalla regista stessa, quelli di Alexander Payne, Greta Gerwig, Noah Baumbach, e anche Little Miss Sunshine di Jonathan Dayton e Valerie Faris.

RASSEGNA PANORAMICA
Settembre