Sitges 2021: Mad God, la recensione del film di Phil Tippett

La monumentale opera animata di Phil Tippet è un'odissea sovversiva e cinefila

Mad God

Ci ha messo oltre 20 anni Phil Tippett a realizzare la sua opera prima Mad God, lungometraggio animato in stop motion presentato nel giro di pochi mesi ai festival di Annecy, Locarno, al Fantasia di Montreal e al festival del fantastico di Sitges.

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Un’impresa titanica, ma per un uomo che ha iniziato la sua carriera lavorando al fianco di George Lucas in Guerre stellari e che ha letteralmente fatto rivivere i dinosauri sulla Terra per Steven Spielberg, il tempo è un concetto relativo.

Mad God avrebbe visto la luce, prima o poi

Ed è successo, per fortuna.
Una capsula cade dal cielo e si addentra nelle viscere della Terra. La missione di questo soldato arrivato dal nulla è chiara, ma secondaria. Esiste un disegno più grande, quello che un folle Dio ha messo in atto per l’umanità ormai arrivata al collasso.

Si può sintetizzare così la trama di Mad God, che oltretutto sarebbe impossibile da raccontare. Quello di cui invece si può parlare è la devastante potenza di un film che mostra l’abiezione del nostro mondo in tutta la sua crudezza.

Una società in cui uomini e donne sono macchine e carne da macello, comandati da gerarchie dominate da denaro, potere, religione. Una civiltà ormai allo stremo, in attesa solo di collassare, morire, essere sostituita.

Mad God è un trattato filosofico

Un’opera potentissima, un oggetto cinematografico praticamente unico nell’omologato panorama contemporaneo. Tippett si assume la responsabilità delle sue azioni senza problemi, come dovrebbe fare qualunque libero pensatore, e si diverte non poco a infilare nei suoi magnifici quadri a passo uno tante suggestioni cinematografiche.

C’è molto dei Monty Python e di Terry Gilliam

Ma anche Tarkovsky, Lynch, Cronenberg e sopra a tutto Stanley Kubrick, ma non da solo. Tippett rende omaggio anche, e forse soprattutto, a quello che per lui, artista degli effetti speciali, è stato profeta. Douglas Trumbull, ovviamente, che di 2001: odissea nello spazio creò il futuro e che viene apertamente citato dal suo discepolo anche in alcune sequenze che riportano al magma che realizzò per Terence Malick e il suo The Tree of Life.

Mad God è in film crudele e poetico che trova nella sua forma la sua stessa essenza. Protagonisti della storia dell’umanità sono delle marionette mosse un passo alla volta da un Dio beffardo. Più chiaro di così…

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