TAKEN 3 – L’ORA DELLA VERITÀ

Taken 3 Francia, 2014 Regia Olivier Megaton Interpreti Liam Neeson, Forest Whitaker, Famke Janssen, Maggie Grace Sceneggiatura Luc Besson, Robert Mark Kamen Produzione Luc Besson Distribuzione Fox Durata 1h e 49′

In sala dall’

11 febbraio

Benché separato e con figlia già fidanzata, l’ex agente delle forze speciali Mills ora in pensione è ancora innamorato (e riamato) della moglie (che sta assieme a un altro). Così, quando qualcuno la fa trovare sgozzata nel letto di casa sua, con la polizia già allertata alle porte, al terribile action man non resta che sfuggire alla cattura per poi mettersi in cerca dei veri assassini della ex consorte. Con l’aiuto di alcuni suoi ex colleghi, comincerà a indagare, da una parte braccato dall’FBI e preoccupato che la stessa sorte tocchi alla figlia, dall’altra assetato di vendetta.

L’amena e pirotecnica serie sponsorizzata da Luc Besson (115 film prodotti) e diretta da Olivier Megaton (suoi Colombiana e il secondo Taken) batte bandiera francese ma non si discosta in nulla da un corrispettivo concorrente hollywoodiano. Sceneggiatura basic, con un mistero facilmente risolvibile, buoni sentimenti senza strafare e poi tutta una congestione di fughe, combattimenti, sparatorie, adrenalina che si va pompando nel bisogno della giustizia sommaria. E non ci si vergogna in questo, perché, come nella tipica formula Besson, il lato baracconesco-fumettistico è sempre lì dietro l’inseguimento funambolico o l’infallibile rivoltellata, a far capolino. Piuttosto è da notare come Liam Neeson sia di un professionismo encomiabile, nel suo recitare “normale” e dolente, senza sfoggi di machismo o arroganze da super-giustiziere. E in questo gli fa da ottimo contraltare dialettico il detective interpretato da Forest Whitaker, sempre ottimo uomo di cinema a 360 gradi (è anche altrove regista e produttore). Per cui, quelli che si sono entusiasmati per i primi due capitoli possono (quasi) andare sul velluto, le promesse vengono mantenute ancora una volta, anche se una certa stanchezza di una formula ripetuta si nota. Insomma, bravi(ni) ma basta.

Massimo Lastrucci