UN POLIZIOTTO ANCORA IN PROVA

Atlanta, Georgia. In prossimità delle nozze, il minuto e iperattivo Ben non ha ancora spento le sue aspirazioni di diventare un grande poliziotto. Così, benché sbirro alle prime armi, assilla il detective e futuro cognato James perché lo porti con lui a Miami, sulle tracce di un traffico di stupefacenti. Impiccione, casinaro e imprevedibile, l’aspirante ispettore Callaghan darà un apporto fondamentale, tra hackers orientali e fondamentalmente onesti, colleghe dai modi spicci e un trafficante apparentemente inappuntabile ma altrettanto feroce nel gestire i suoi affari.

Sequel di un fortunatissimo action-comedy for blacks, Ride Along 2 ripete sino al ricalco la formula del precedente: un buffo, minuscolo Eddie Murphy in sedicesimo – nel film lo si dichiara alto alto 1 metro e 64 cm (ma ancor più verbalmente molesto, se possibile) – a cui si contrappone uno scafato Bud Spencer, burbero, professionale e qualche volta sagace («la decima cosa che dice rientra nell’ambito della genialità accidentale» dice del socio). Lo “stile” del film (obbligatoriamente tra virgolette) riprende, magari facendone la parodia esplicita, il mondo adrenalinico sino al surreale dei videogames, un mondo adulterato e survoltato, in cui tutti gli ambienti sono tanto falsi quanto scontatamente assimilati dall’assuefazione generale: feste, serate in locali notturni stile megaparty, matrimoni, tutto è coloratissimo e kitch e non compare una ragazza che non sia uno schianto, neanche a pagarla, comprese le poliziotte, le commesse e le comparse sullo sfondo. In tale grado zero di realtà e verosimiglianza, si spendono spiccioli di perbenismo ma anche un umorismo che dopo un po’ prende le misure azzeccando qualche colpo, tra battute e gag fisiche. Del resto Kevin Hart nelle stagioni passate ha vinto premi come artista comedy dell’anno e la sua carriera è lanciatissima (sei titoli in cantiere) e Ice Cube (che pure essendo alto “solo” 1m e 73 accanto pare un gigante) lavora da spalla congeniale e intelligente. Dirige l’afro-americano Tim Story che tra una commedia e l’altra ha anche diretto nel 2005 il primo Fantastici quattro.

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