Visti al Torino Film Festival: “Morto Stalin, se ne fa un altro”, l’esilarante commedia sulla Russia comunista

G.B./Francia, 2017 Regia Armando Iannucci Interpreti Steve Buscemi, Simon Russell Beale, Paddy Considine, Rupert Friend, Jason Isaac Distribuzione I Wonder Pictures Durata 1h e 46′

Al cinema dall’11 gennaio 2018

IL FATTO – The Death of Stalin, ovvero: Morto Stalin se ne fa un altro. Unione Sovietica, 2 marzo 1953: un’emorragia cerebrale elimina Giuseppe Stalin. Si scatena la lotta a colpi bassi per la sua successione. Da una parte Laurenti Berja, feroce corresponsabile di decenni di terrore, con morti, stupri, torture, deportazioni, dall’altra Nikita Kruscev, astuto e clownesco, considerato un riformatore. Il comitato centrale dovrà schierarsi. E lo farà, non senza spargimento di sangue, subito dopo i faraonici (e kitch) funerali del Dittatore.

L’OPINIONE – Può un film essere contemporaneamente grottescamente divertente (alla Monty Python per intenderci) e cupamente drammatico? Ebbene questo film, diretto da Armando Iannucci (nato a Glasgow e comico radio-televisivo che con In the Loop aveva fatto caustica satira sull’invasione dell’Iraq), lo è. Irresistibili momenti comici, soprattutto all’inizio quando il terrore genera gaffes ed equivoci e i politici più potenti si rivelano spesso stolidi, patetici e viziati, in una trama sempre più serrata, raccontata senza fare sconti risparmiosi su sceneggiatura, scenografia, musica e fotografia e con un cast quantomeno sorprendente.

Steve Buscemi è un esilarante Kruscev sempre più machiavellico, così come Simon Russell Beale un Berja vitale e gustosamente crudele; Jeffrey Tambor un Malenkov torvo e demente, Michael Palin un Molotov stalinista anche contro se stesso, il sapido Rupert Friend (Homeland) il figlio del Dittatore, ovvero un imbarazzante ubriacone e Jason Isaacs il macho super generale Zhukov. In più Olga Kurylenko è una pianista che l’ha giurata a Stalin e Andrea Risenborough una Svetlana Stalin insospettabilmente lucida. Insomma gran cast, gran commedia, tante candidature ai British Indipendent Film Awards, da una novel graphic made in France di Fabien Nury e Thierry Robin. E dopo Toronto, grande successo anche qui a Torino, con sala straboccante, risate e applausi. In Italia uscirà a gennaio, distribuito da I Wonder.

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