“UNA VITA DA GATTO”: LA RECENSIONE

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Nine Lives, Usa, 2016 Regia Barry Sonnenfeld Interpreti Kevin Spacey, Jennifer Garner, Malina Weissman, Robbie Amell, Cheryl Hines, Mark Consuelos Distribuzione Lucky Red Durata 1h e 27’

In sala dal 7 dicembre

IL FATTO – Tom Brand, miliardario di grande successo, impegnato a costruire a New York il grattacielo più alto d’America, si cura assai poco della sua famiglia. Nel tentativo di recuperare il rapporto con la figlioletta Rebecca, decide di regalarle per il suo compleanno il gattino che desidera da molto tempo. Sulla strada verso casa, però, Tom rimane coinvolto in un incidente e quando riprende conoscenza scopre di essere intrappolato nel corpo del gatto appena acquistato. Adottato dalla sua stessa famiglia, sperimenterà una nuova prospettiva di vita all’interno di casa sua, riscoprendo il piacere di stare accanto ai suoi cari e desiderando di essere di nuovo per loro un marito e un padre, ma questa volta migliore.

L’OPINIONE – Mescolando realtà e fantasia, commedia e spy story, la commedia di Barry Sonnenfeld prodotto dalla EuropaCorp di Luc Besson non può che riportarci alla memoria film di stampo disneyano come Big, Tutto accadde un venerdì, FBI – Operazione gatto, Quello strano cane di papà, ma anche Ghost. Spiriti imprigionati in corpi altrui o liberi di stare accanto a chi amano, per raccontare come sia utile calarsi nei panni – o nel pelo – di qualcun altro per osservare la propria vita da un inedito punto di vista e dare un nuovo ordine alle priorità.

Ma se sulla carta e nei primi minuti del film l’idea di dare al cinico e corrosivo Kevin Spacey il morbido corpo del tenerissimo gatto Mister Fuzzypants sembrava un’idea stuzzicante e vincente, questa storia pensata per le famiglie si rivela presto priva di sostanza, diventando presto stucchevole e prevedibile, costellata di luoghi comuni e personaggi che rimandano ai soliti stereotipi, e “guastata” da effetti visivi piuttosto imbarazzanti.

Alessandra De Luca