Resta con me, Shailene Woodley: “Interpretare una storia vera è stata una grande sfida”

Resta con me

Quando i suoi amici sceneggiatori hawaiani, Aaron e Jordan Kandell, le hanno inviato via mail lo script di Resta con me, convinti che solo lei avrebbe potuto interpretare il ruolo di una giovane donna sopravvissuta per 41 giorni in mezzo all’Oceano Pacifico, Shailene Woodley, star della saga Divergent, conosciuta grazie a Paradiso amaro di Alexander Payne (dove recitava con George Clooney), apprezzata per Snowden di Oliver Stone e amatissima anche per il film di culto young adult Tutta colpa delle stelle, non si è fatta viva per circa un mese.

Resta con me

L’attrice infatti, nota attivista per la giustizia sociale e l’ambiente, era stata arrestata durante la Giornata del Popolo Indigeno per aver partecipato alla protesta pacifica contro la Dakota Access Pipeline. La ragione per cui i fratelli Kandell e il regista Baltasar Kormákur volevano la Woodley a tutti i costi ce la spiega l’attrice stessa. «Credo di condividere con Tami Oldham, la vera protagonista di questa incredibile vicenda, un certo spirito vagabondo e la passione per l’avventura. Lei è fondamentalmente un’ottimista, curiosissima del mondo fuori dall’America e desiderosa di conoscere nuove culture e comunità da un punto di vista che non è certo quello del turista. Anche io non ho più pace se resto troppo in un luogo e se frequento a lungo il medesimo gruppo di persone». Per Shailene, che figura anche tra i produttori insieme al regista e agli sceneggiatori, calarsi nei panni della Oldham era un’occasione imperdibile.

Resta con me

«Ho conosciuto Tami e abbiamo trascorso un paio di mesi prima delle riprese scrivendoci e parlando via Skype. Insieme a tutte le altre persone coinvolte in questo progetto mi sono impegnata a proteggere la sua storia e il punto di vista che lei voleva condividere con noi e il pubblico». A sorprendere l’attrice è stata anche la decisione di Tami di continuare a veleggiare. «È stato proprio l’oceano a metterla nella più difficile situazione della sua vita, ma lei ha dovuto perdonarlo per poter sopravvivere. Non a mai considerato il Pacifico come un suo nemico».

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