RICETTA FRANCESE

19 film francesi a Venezia. Una campagna aggressiva per le nuove promesse. E un caffè troppo caro. Dialogo col Presidente di UniFrance

 

«Venezia è il festival che lancia la stagione delle grandi rassegne: Toronto, New York, San Sebastian, la strada verso l’Oscar. Per questo è importante e perché regala notorietà ai nuovi autori e alle giovani  promesse. Quest’anno siamo venuti in forze ». A parlare così è il Presidente di Unifrance, l’organismo di promozione del cinema francese, Jean Paul Salomé, 19 titoli francesi o di coproduzione sparsi nel programma e una campagna stampa per il lancio di dieci giovani stelle che farà il giro del mondo (potete scaricare e sfogliare il manifesto/copertina qui).

I dieci talenti francesi emergenti
I dieci talenti francesi emergenti

«E obbligheremo a seguirci anche attori e autori, devono imparare che la promozione è importante. È facile dire sì a Venezia, ma storcono il naso se li vogliamo mandare in Germania, che pure è un mercato per noi importantissimo ».

Nella chiacchierata insieme parliamo anche della grande indagine che Unifrance ha appena realizzato, intitolata L’immagine del cinema francese nel mondo e secondo la quale per le giovani promesse c’è poco da ridere. Intervistati sui nomi di star francesi, gli interpellati di ogni parte del globo conoscono Depardieu (30%), Jean Reno (18%), Alain Delon (12%), la Deneuve (9%) e Audrey Tatou (7%) mentre per quanto riguarda i registi il trionfatore è Luc Besson in una cinquina che prevede Truffaut al secondo posto e poi Godard, Polanski e Renoir. Un po’ pochino, direi, no? «Per questo abbiamo creato il format 10 nuovi talenti da scoprire e lo esportiamo in tutti i festival possibili ». «La vostra è una politica molto aggressiva », dico a Salomè ammaliato da Venezia che, incredibile ma vero, vede per la prima volta. «Se vogliamo resistere come siamo stati capaci di fare in questi anni con la nostra identità, dobbiamo essere aggressivi. La Mostra è una piattaforma ideale di lancio per questa nostra nuova politica ». Prende il conto, lo guarda basito, 4,50 euro un caffè: «Suggerirei, però, di dimezzare i prezzi ». Caro Presidente, come si vede che è la sua prima volta al Lido…

Piera Detassis