Richard Gere, buon compleanno!

L'attore americano, sex symbol degli Anni 80 grazie al ruolo da protagonista nel film "American gigolò", compie oggi 71 anni. Auguri!

Oggi, mercoledì 31 agosto 2016 Richard Gere spegne 71 candeline: nato a Filadelfia nel 1949, ha tre sorelle e un fratello e da giovane a scuola eccelleva molto in ginnastica e in musica, suonando la tromba. Il suo debutto sul grande schermo avviene negli Anni 70 per un ruolo secondario nel film In cerca di Mr. Goodbar e un ruolo da protagonista ne I giorni del cielo. La fama e il successo internazionale per lui arrivano più tardi grazie al ruolo da protagonista nel film American Gigolò, che consacra Gere come nuovo sex symbol degli Anni 80.

Ufficiale e gentiluomo, Pretty Woman, Schegge di paura, La frode, e Chicago. I suoi film più acclamati. Proprio grazie a quest’ultima pellicola ambientata nella Chicago degli Anni 20, Gere si aggiudica un Golden Globe per il miglior attore in un film commedia o musicale e uno Screen Actors Guild Award come parte del miglior cast.

Dal 2012 il sex symbol ha mostrato molto interesse per il cinema indipendente, aderendo a diversi progetti e di recente invece, nel 2015 è stato anche il coprotagonista del film Ritorno al Marigold Hotel ambientato in India. A seguire Fanny, L’incredibile vita di Norman, The Dinner e Three Christs. E in ultimo serie tv di Sky MotherFatherSon, avvincente family drama a tinte noir.

Nella vita privata, l’attore nel 1991 sposa la top model Cindy Crawford ma i 17 anni di differenza incidono molto tanto che la coppia, divorzia già nel 1995.

Nel 2002 Richard Gere sposa un’altra sua collega, l’attrice Carey Lowell dalla quale ha avuto anche un figlio di nome Homer James Jigme Gere ma solamente tre anni fa, nel 2013, la coppia si separa dopo 11 anni di relazione.

Richard Gere è un sostenitore dei diritti umani e da anni ha preso a cuore la causa del Tibet, tanto da esser il cofondatore della Tibet House ed il presidente del Consiglio di Amministrazione per l’International Campaign for Tibet. A causa di questo attivismo gli è stato vietato definitivamente l’ingresso nella Repubblica popolare cinese.