“Ritorno al cinema”, il listino prezzi di 01 Distribution

Annunciati ben 20 titoli tra cinema d’autore, horror, animazione e commedia romantica previsti nel listino. Ecco nel dettaglio quali sono i film in uscita fino al 31 dicembre.

Tre Piani

«Dopo una grande sfiga arriva sempre una grande fortuna!»: il leit motiv della presentazione del Listino 2020 di 01 Distribution è sintetizzato in questa battuta di Claudio Santamaria, tratta da Tutto il mio folle amore di Gabriele Salvatores. È Paolo Del Brocco (AD di Rai Cinema) a ripeterla convinto, sia nell’evento online con 1.500 partecipanti (c’erano distributori, esercenti, attori e giornalisti, in pratica una sessione virtuale di Cinè), sia nel successivo incontro ristretto di approfondimento per la sola stampa, dove Del Brocco e Luigi Lonigro (direttore di 01 Distribution e presidente nazionale distributori Anica) hanno presentato un listino molto ricco: ben 20 titoli dove si spazia dal cinema d’autore all’horror, dall’animazione alla commedia romantica e di cui è stata già fornita una dettagliata timeline delle uscite fino al 31 dicembre.

La prima sorpresa viene dall’attesissimo Tre piani di Nanni Moretti (tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore israeliano Eshkol Nevo), che molti davano sicuramente in concorso a Venezia dopo la cancellazione del Festival di Cannes. Invece Nanni non sarà a Venezia e la data di uscita del suo film è annunciata «nei primi mesi del 2021», anticipa Lonigro, «quando parteciperà sicuramente a qualche grande Festival del prossimo anno». Cancellata dunque l’ipotesi di una tappa veneziana, così come quella della Festa del Cinema di Roma, appare evidente che Moretti (a meno di ulteriori sorprese: Berlino?) sarà come previsto a Cannes, semplicemente posponendo di dodici mesi la sua presenza e senza essersi fatto appiccicare l’insulso (e un po’ iettatorio) bollino di Cannes 2020.

Il piatto forte del listino è, invece, servito tra Natale e Capodanno con un uno-due da ko, che vede il 16 dicembre piombare in sala Freaks Out, l’opera seconda di Gabriele Mainetti dopo il celebrato Lo chiamavano Jeeg Robot, film rivelazione del 2015 e il 31 dicembre irrompere Diabolik dei Manetti Bros., gli autori più adatti per trasporre il celebre fumetto delle sorelle Giussani in chiave cinematografica.

«Tornare in ufficio in questi giorni e vedere il mio block notes e la mia scrivania esattamente come li avevo lasciati lo scorso 6 marzo è stata una visione da film apocalittico – ha detto Lonigro – ora però, mantenendo il distanziamento sociale, credo che in Italia si sia garantita la sicurezza del ritorno in sala anche senza l’obbligo delle mascherine: i protocolli sono stati pensati da esperti virologi e scienziati e nulla vieta, a chi lo vorrà, di continuare a indossare la mascherina anche durante la proiezione. In ogni paese si stanno prendendo decisioni diverse: in America, dopo un’apparente permissivismo, si è scelta la via di obblighi più severi, mentre in Francia c’è il “liberi tutti”, senza mascherine e senza distanziamento. Credo che quella dell’Italia sia una giusta via di mezzo».

Nei venti film del listino quattordici battono bandiera tricolore, perché, spiega Paolo Del Brocco, «Rai Cinema investe oltre 70 milioni l’anno nella produzione di cinema italiano, contribuendo a realizzare 50/60 film l’anno e 30/40 documentari. Quello che posso notare è che stiamo andando verso un altro tipo di cinema, più di racconto, di sentimenti e di emozione. Anche la commedia non può più essere di mero entertainment, ma deve far anche emozionare e continueremo a lavorare su queste caratteristiche, perché il nostro ruolo è strategico, essendo l’unica azienda che al momento si può permettere di ripartire come prima». E, parlando di ripartenze, il listino comincia là da dove si era interrotta la nostra vita normale, riportando in sala Volevo Nascondermi di Giorgio Diritti (19 agosto) e Gli anni più belli di Gabriele Muccino (15 luglio). Da un soggetto di Ettore Scola c’è poi Il materiale emotivo di Sergio Castellitto (uscirà nel 2021), che interpreta il film al fianco di Bérénice Bejo e Matilda De Angelis. Miss Marx di Susanna Nicchiarelli (esce il 17 settembre, sarà a Venezia?) è centrato sulla figlia più giovane di Karl Marx, la commedia Divorzio a Las Vegas di Umberto Cartelli (8 ottobre) vede la strana coppia formata da Giampaolo Morelli e Andrea Delogu, mentre l’horror The Turning – La casa del male di Floria Sigismondi (11 agosto), è una curiosa rilettura di Giro di Vite di Henry James.

Qui rido io, che Mario Martone dedica a Edoardo Scarpetta, è uno dei film dalle riprese interrotte causa lockdown, il suo set sta per riaprire e quindi uscirà nel 2021, mentre il thriller Il giorno sbagliato di Derrick Borte, con uno splendido Russell Crowe psicopatico, approda in sala il 24 settembre. Si attende con curiosità La terra dei figli di Claudio Cupellini (2021), tratto dalla graphic novel di Gipi con un’insolita Valeria Golino, mentre Castellitto diventa un D’Annunzio che in tarda età si contrappone al regime fascista in Il cattivo poeta di Gianluca Jodice (5 novembre).

Ancora, si dice un gran bene di Notturno di Gianfranco Rosi (2021) di cui per ora si sa solo che, rimanendo nella tradizione di “cinema del reale” cara al regista, è stato girato in Medio Oriente, mentre il dramma familiare Lacci di Daniele Luchetti (1° ottobre), promette una vivisezione della vita di coppia; l’esordiente Nicola Abbatangelo con The Land of Dreams (2021) percorre l’inedita via, per il cinema italiano, di un musical girato in inglese e ambientato nella New York degli anni ’20; mentre Massimiliano Bruno garantisce risate con la sua scalcinata banda in viaggio nel tempo in Ritorno al crimine (26 novembre). Qui i protagonisti, dopo essersela vista con la banda della Magliana, affronteranno persino i camorristi e Gianmarco Tognazzi passerà dall’incontro con “Renatino” addirittura a quello con Pablo Escobar.

La sorpresa finale, il più grosso colpo del listino 01 è che si sia accaparrata la distribuzione di Killers of the Flower Moon, il nuovo film di Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio e Robert DeNiro: il fatto che l’Italia sia l’unico paese in cui il film non sarà distribuito da una major è un motivo d’orgoglio e di buon augurio per la rinascita che ci attende.

Di Oscar Cosulich