Roberto Benigni a Sanremo 2020: entrata ad effetto e discorsi d’amore

L'attore premio Oscar, super ospite della terza serata del Festival. Sul palco ha declamato il Cantico dei Cantici: "La canzone più bella del mondo"

È arrivato all’Ariston scortato da una parata di musicisti e giocolieri. D’altra parte gli ingressi di Roberto Benigni al Festival di Sanremo sono sempre stati plateali. Lui stesso, appena salito sul palco, ha ricordato che l’ultima volta, 9 anni fa, era entrato a cavallo. E a molti è rimasto il ricordo delle volte in cui l’attore mise in imbarazzo il conduttore Pippo Baudo toccando le sue parti intime in diretta televisiva tra le risate del pubblico. Era il 2002. “Potremmo farlo anche questa volta, d’altra parte è la serata delle cover” scherza l’attore premio Oscar rivolgendosi ad Amadeus.
Roberto Benigni è il super ospite della terza serata di Sanremo2020. È la sua quinta volta all’Ariston, nel 1980 anche nella veste di conduttore: “Era il 30esimo Sanremo, ora siamo a 70, possiamo fare quota 100 e andare in pensione” dice dal palco. Ricorda Fellini, nei cento anni dalla nascita, poi annuncia di voler cantare una canzone anche lui, “la più bella e la più antica di tutte che però non è mai stata cantata su questo palco”: il Cantico dei Cantici che si trova nella Bibbia. “È la vetta della poesia di tutti i tempi – dice Benigni – ma ci vorrebbe troppo per eseguirlo tutto, qui farò solo una piccola parte, un trailer”.

Roberto Benigni a Sanremo 2020 ha scelto il Cantico dei Cantici perché “è un inno all’amore che è infinito messo alla portata di ognuno di noi. Non esiste vita umana, nessuna vita che almeno per un momento non sia stata immortale. Ognuno di noi lo è stato, e tutti voi sapete quando è successo. Noi, che abbiamo avuto in sorte questo scherzo grandioso di essere al mondo. Per amore, e per fare l’amore. Ne facciamo sempre poco, anche i giovani. Sarei per farne di più, anche qui all’Ariston, diretti da Beppe Vessicchio e come va va. Sarebbe una serata bellissima”. Poi inizia e legge per 10 minuti mentre il pubblico dell’Ariston ascolta rapito nel silenzio più totale.