ROBERTO SAVIANO: «GOMORRA, SERIE NEOREALISTA SUL POTERE »

GOMORRA DAY
Roma, Piazza Beniamino Gigli. Nelle sede, a due passi da Via Nazionale, che ospita il Teatro dell’Opera qualche turista di passaggio si ferma incuriosito per scattare delle foto ricordo con alle spalle la facciata dell’edificio Gomorra 2 trasformato, per un giorno, in un red carpet a cielo aperto e che ospiterà, di lì a poco, l’attesa anteprima di Gomorra 2, la serie in onda, in contemporanea in cinque Paesi, da martedì 10 maggio alle 21.10 su Sky Atlantic HD. Dettaglio rilevante per comprendere il successo e la fama internazionali ottenuti dalla trasposizione televisiva ispirata dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano, già adattato per il grande schermo da Matteo Garrone nel 2008, che debutterà negli Usa, ad agosto, su Sundance TV. A distanza di due anni dalla conclusione della prima stagione, con quelle ultime inquadrature cariche di colpi di scena e incognite sul futuro dei Savastano, le aspettative e la curiosità attorno a questo secondo capitolo erano molte, come testimonia, tra l’altro, la presenza di nutrito numero di stampa estera seduta tra le poltrone rosse del maestoso teatro prestato al piccolo schermo. «Quando abbiamo iniziato a ragionare su Gomorra in molti dicevano che una serie in napoletano non l’avrebbero mai vista a Milano, figuriamoci Parigi» commenta Andrea Scrosati di Sky Italia in conferenza stampa, «Ci siamo presi un rischio e siamo orgogliosi del risultato».

UNA SERIE NEOREALISTA
Con in cantiere già una terza e una quarta stagione, Gomorra – La serie, è stata una vera rivoluzione nel modo di intendere la serialità nostrana, cambiando il mercato ed inserendosi nel contesto vibrante delle produzioni europee, aprendo la strada anche a progetti futuri come dimostra la produzione di ZeroZeroZero, altra serie di stampo internazionale, sempre tratta da un’opera di Roberto Saviano. «Non credo che una serie debba avere un obiettivo pedagogico, ma la capacità antropologica di raccontare mondi e meccanismi. E questa è una cosa che spesso in tv o al cinema viene sintetizzata», racconta lo scrittore, «In Gomorra è diverso. Il nostro è stato un approccio neorealista. Raccontiamo l’evoluzione del potere, senza parlare solo di camorra o di Napoli ma anche delle famiglie e delle varie dinamiche che cambiano al loro interno». Nel valzer delle alleanze ballato al ritmo dei proiettili sparati da armi sempre calde, la forza di Gomorra, risiede proprio nell’approccio realistico e spesso brutale con il quale ci viene raccontato il contesto nel quale si muovo i suoi personaggi che, stando a quanto visto nei primi due episodi, rimane intatto anche in questa seconda stagione. «Ci siamo, rispettosamente, non posti il problema del pubblico e delle aspettative, portando avanti il lavoro sul realismo crudo, il linguaggio e l’assenza di retorica, forti del riscontro avuto con la prima stagione» racconta Stefano Sollima, supervisore artistico della serie e regista insieme a Francesca Comencini«La serie parte da un libro capolavoro che è poi diventato un film e ora una serie. Esempio di come le nicchie e le separazioni non andrebbero create»Claudio Cupellini «Questa è stata la stagione della consapevolezza» – e della new entry Claudio Giovannesi«Un’esperienza intensa. Il mio è stato un percorso di avvicinamento in un territorio che conoscevo solo attraverso i media» – che si sono avvicendati dietro la macchina da presa durante i dodici episodi di Gomorra 2.

LA GUERRA PER IL POTERE
Se la prima stagione di Gomorra si è conclusa con un vuoto di potere nella piazza dello spaccio di Scampia e Secondigliano, dopo i molteplici colpi inflitti ai Savastano, questo secondo capitolo sarà focalizzato sulla lotta per sedersi su quell’ambito trono, simbolo delScianèl prestigio e tema centrale della serie stessa, con un’apertura maggiore verso contesti narrativi sempre meno circoscritti come dimostrano le varie ambientazioni europee che fanno da sfondo a Gomorra 2. «Il potere ha un’unica dimensione e sempre la medesima logica», sottolinea Saviano, «Lo sforzo di Gomorra è di raccontare i meccanismi tipici dei rapporti umani in qualsiasi contesto». Per farlo gli sceneggiatori Stefano Bises, Leonardo Fasoli, Ludovica Rampoldi e Maddalena Ravagli, hanno costruito una stagione ancora più cupa, dove lo scontro non risparmierà nessuno come raccontano Fortunato Cerlino«Pietro Savastano guarderà in faccia la parte più nera di se stesso» – e Salvatore Esposito«Genny è come la Fenice, risorge dalle sue ceneri» – in conferenza stampa. Ma Gomorra 2 vede anche l’introduzione di due nuovi personaggi femminili, Annalisa, detta “Scianèl”, interpretata da Cristina Donadio«Se Donna Imma era una leonessa, lei è una iena che vuole solo il potere. Una grande eroina come quelle del teatro greco o shakespeariano» – e Cristiana Dell’Anna nei panni di Patrizia Santoro – «Un personaggio complesso, capace dell’atto d’amore più grande come del male più feroce» -, due donne chiamate a rappresentare una delle tante anime di Gomorra.