ROMAFF10: “IL PICCOLO PRINCIPE”, LA POTENZA DELL’IMMAGINAZIONE

il piccolo principe

Un omaggio a Saint-Exupéry e al suo capolavoro mondiale, tra colori, immaginazione ed emozioni: è Il Piccolo Principe diretto da Mark Osborne. Oggi alla Festa del Cinema di Roma.

Il piccolo principeDopo essere stato presentato a Cannes, tra applausi e commozione, la versione animata di uno dei più grandi classici della letteratura è arrivata anche alla Festa del Cinema di Roma, in collaborazione con la sezione di Alice nella Città. Parliamo naturalmente de Il Piccolo Principe, scritto da Antoine de Saint-Exupéry e ora portato sul grande schermo dal regista di Kung Fu Panda Mark Osborne. Ma, badate bene, non è una vera e propria trasposizione cinematografica, perché, come ammesso dallo stesso regista: «Non ho voluto trasportare per immagini il libro, sarebbe stato impossibile. Gli ho voluto rendere omaggio, invece, realizzando tramite l’immaginazione della bambina protagonista ». Infatti Il Piccolo Principe, in uscita nelle nostre sale il 1 gennaio, racconta la storia di una bambina che, trasferendosi in una nuova casa insieme ad una madre troppo presa dal lavoro, instaura una profonda amicizia con un anziano aviatore, che gli racconta di aver incontrato, tanti anni prima, un piccolo principe venuto da lontano. C’è una lavorazione intesa e quasi artigianale dietro a questo film, molto lontana dalle regole dello studio system e, dunque, con molta più libertà artistica e tecnica: «Inizialmente non credevo che fosse consentito », racconta Osborne, «Eppure ci hanno permesso di usare le due tecniche che vedete nel film: stop motion e animazione tradizionale. Così rispecchia molto di più le pagine del libro, perché dovevamo appunto creare una sorta di ponte. E credo proprio che questa animazione sia l’unica che non alteri Sain-Exupéry ». Il regista, poi, fa un parallelo tra questo titolo e il suo apprezzato precedente con protagonista il famigerato panda: «Affronto ogni film come una nuova opportunità. Kung Fu Panda fu un omaggio alla cultura cinese e alle arti marziali. Dopo l’amato Po, ho trovato la forza di affrontare un classico del genere, rispettandolo come avevo fatto con la cultura asiatica. Diciamo che per Il Piccolo Principe mi sono ispirato alla liricità di Myazaki ».

Il Piccolo PrincipeChi ha amato il libro, guardando Il Piccolo Principe, non resterà deluso, per merito, appunto, della sua forte ariosità, mista alle immagini emozionali e brillanti. Una sfida tutt’altro che facile, eppure portata avanti dagli autori in modo capillare e attento, sapendo attualizzare le pagine di un’opera universale. «Questo libro è adatto a tutte le età », ci dice il regista, «Perché ogni volta che viene letto ci si trova qualcosa di diverso, dentro. Mi entusiasma tantissimo sapere che i bambini vanno al cinema con i propri genitori o con i propri nonni. Mi è piaciuto modernizzare il libro, ma se guardi bene la storia è fuori dal tempo, in grado di illuminare anche l’aspetto più importante: ovvero il bisogno dei bambini di coltivare la loro immaginazione, anche in una contemporaneità che non glielo permette ». Il Piccolo Principe è un film adatto per tutte le età, che avvicina i più piccoli ad un linguaggio visivo di enorme spessore, a cui tutti gli animatori hanno contribuito con la loro personale empatia verso il libro originale: «Quando si lavora nell’animazione lavoriamo su ispirazioni. Chi è un animatore è un amante del cinema. Tutti hanno una personale visione di quel libro, è come se ti trascinasse dentro. Il film doveva essere un dialogo con il pubblico e non un fatto compiuto ». Tra un’emozione e l’altra, a guardare La Volpe, Il Serpente, La Rosa e tutti gli altri indimenticabili personaggi che accompagnano il Piccolo Principe, è impossibile non apprezzare il doppiaggio, sia inglese (Jeff Bridges, Benicio Del Toro, Rachel McAdams, Paul Rudd, Paul Giamatti, Ricky Gervais, Vincent Cassel) che italiano. Nella versione doppiata, tra i le voci, troviamo Paola Cortellesi, Stefano Accorsi, Micaela Ramazzotti, Toni Servillo, Alessandro Gassmann, Alessandro Siani, Giuseppe Battiston e Piff. E, al riguardo, Mark Osborne ha detto: «Tutti amano il libro! All’inizio erano diffidenti, poi spiegandogli il progetto si sono resi conto di cosa dovevano affrontare: Jeff Bridges è rimasto sorpreso e affascinato, lui mi ha aiutato a creare l’Aviatore. Tutti abbiamo creato qualcosa di nuovo. James Franco anche, tutti. Nessuno è caduto nelle trappole. Ed è stato bello lavorare con talenti così. Poi sono contento dei doppiatori italiani, cavolo sono degli attori fantastici! ». Un film riuscito e sentito per il regista Mark Osborne, che lo ha segnato nei momenti più felici e in quelli più oscuri: «Tutta la vita mi ha regalato strumenti per fare questo film, esperienza dopo esperienza. Il Piccolo Principe di Saint-Exupéry mi ha aiutato a ritrovare l’artista che in me. È stata un’opportunità che a me, e ai miei collaboratori, ci ha fatto fare qualcosa di unico, speciale. Un film per il genere umano ».

Damiano Panattoni