Scappo a casa: Aldo Baglio esce dal trio per una commedia contro l’intolleranza

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Aldo Baglio è uscito dal gruppo. Solo momentaneamente, però: dal 28 marzo lo vedremo nella commedia Scappo a casa di Enrico Lando, il suo primo film da protagonista fuori dal trio, senza Giovanni (Storti) e Giacomo (Poretti). «“Scappo dal trio” sarebbe un titolo divertente, ma questo film non è stato né una fuga né una pausa da Giovanni e Giacomo», spiega Aldo. «Ci siamo presi un anno sabbatico per dedicarci ciascuno alle proprie passioni: Giovanni ha scritto un libro, Giacomo è in tour con uno spettacolo teatrale. Io ho avuto la bella idea di fare un film: una fatica enorme, ma chi me l’ha fatto fare?! Li ringrazio per essermi stati vicino e aver sempre tifato per me. Ora stiamo finendo di scrivere il nostro prossimo film insieme e inizieremo a girarlo a giugno». Sarà il decimo, a tre anni da Fuga da Reuma Park.

Scappo a casa, l’avventura di accettare le differenze

Scappo a casa, che Baglio ha scritto invece insieme a Valerio Bariletti e Morgan Bertacca, e che vede nel cast anche la partecipazione di Angela Finocchiaro, racconta l’avventura oltre confine di Michele, un tipo per il quale conta solo apparire: «Quando abbiamo pensato a Michele ci siamo detti: prendiamo un uomo qualunque, egoista e intollerante, e facciamogli vivere il suo peggior incubo», dice l’attore. «Michele è un superficiale, vive di apparenza, guida auto di lusso solo perché fa il meccanico, porta orologi costosi ma taroccati, indossa un parrucchino per rimorchiare. Gli interessa solo avere una buona reputazione sui social, soprattutto uno, per incontri online. Disprezza tutto ciò che è diverso dal suo mondo. L’unica cosa che lo stimola è il mantenimento dei suoi status symbol: forma fisica, belle auto, belle donne. Il destino però decide di metterlo davanti a ciò che fino a quel momento ha cercato di evitare: il confronto con chi è diverso da lui. All’inizio lo muove solo l’opportunismo, ma poi scopre un Michele sconosciuto, si mette in gioco, cambia e questo lo fa star bene. Per fortuna, come dice il film, “solo gli imbecilli non cambiano mai idea”».

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Michele, l’italiano medio che diventa… medio alto

Michele sembra il ritratto di un certo tipo di italiano medio: «Per alcuni aspetti lo è. Spero che, come Michele, anche questo tipo di persona possa avere l’occasione per cambiare e diventare non solo migliore, ma più felice. Spero che l’italiano medio diventi… medio alto». A differenza del suo personaggio, Aldo Baglio non ha alcun account social, a parte quelli del trio: «Mi mancano le basi: io fatico ad avere una relazione normale con il mio cellulare. Non chiamo, spesso non rispondo, il massimo dell’attività social per me è la chat con il gruppo del calcetto. Preferisco le strette di mano ai selfie». Il film è stato girato anche al valico con l’Austria e a Budapest. Perché quando l’ “italianissimo” Michele va in Ungheria per lavoro, e per rimorchiare su un bolide fiammante, rimane vittima di alcuni incidenti tragicomici e fughe rocambolesche: «Viene scambiato per un immigrato, non riesce nemmeno a superare il test del riconoscimento vocale per provare che è italiano. Si ritrova all’estero, senza documenti, senza cellulare, insieme ad altri immigrati».

Non un film sull’immigrazione, ma sul cambiamento

Tuttavia, specifica Aldo, quella che ha voluto raccontare non è una storia sulla immigrazione: «È un tema troppo grande e delicato perché io possa occuparmene degnamente. Ho solo voluto raccontare la storia di un uomo superficiale, che scopre quanto è bello guardare oltre le proprie paure e le proprie resistenze. Fino a rischiare la vita per gli altri». Questo, insomma, è un film sul cambiamento. Uno stato che Aldo, dopo una carriera trentennale, continua a coltivare: «Grazie al cielo, mi sento sempre in cambiamento, lavoro su me stesso, coltivo le mie passioni. Spero di non fermarmi mai».

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