“Senti chi parla”: alla scoperta dei doppiatori con un libro “sonoro”

«L’italiano è una lingua parlata dai doppiatori», diceva Ennio Flaiano. Massimo M. Veronese, che con Maurizio Pittiglio e Simonetta Caminiti ha scritto Senti chi parla (Anniversary Books, € 20), aggiunge: «Il doppiaggio è un’eccellenza italiana come Caravaggio, la Nutella, la piazzetta di Capri, Federico Fellini che non lavorava mai senza». Il libro è una rapida successione di chicche, immagini, giornali d’epoca, fotografie di attori e delle loro voci, dove a fare la selezione sono le frasi celebri, quelle diventate tormentoni o addirittura modi di dire. Non a caso il sottotitolo recita «le 101 frasi più famose del cinema e chi le ha dette veramente».

È un libro che… parla: con il codice QR inserito in ogni pagina è possibile ascoltare con lo smartphone le frasi raccontate nel volume. Noi scegliamo «La vita è troppo seria per prenderla seriamente» detta in Come eravamo da Robert Redford, pardon da Cesare Barbetti (1930-2006), talmente bravo (debuttò al cinema a 4 anni addirittura come figlio di Eduardo De Filippo) che a 27 anni doppiò un attore di 60 e a 63 uno di 20. Suoi anche Steve McQueen in Papillon, Roger Moore nella serie Tv Attenti a quei due, David Soul in Starsky e Hutch e Bruce Lee.

Chi pronunciò la famosa frase (totalmente inventata nell’edizione italiana, visto che quella inglese era intraducibile) «Lupo ululà e castello ululì»? Gianni Bonagura, il Marty Feldman di Frankenstein Junior. E chi intonava Supercalifragilistichespiralidoso nel film Mary Poppins? Tina Centi (1933-1991), chiamata in campo proprio quando gli attori erano canterini: nel suo palmarès, oltre a Julie Andrews, Debbie Reynolds, Vanessa Redgrave, Leslie Caron e Lana Turner. Spesso vita grama quella dei doppiatori: Elsa Camarda (1923-2011) portò ET in tribunale perché il suo nome non era stato inserito nei titoli di coda del film. Un caro amico, Franco Bianchi (1930-2010, in arte Morgan, attore in diversi sceneggiati Rai, inconfondibile voce di Robert Stack nel telefilm Gli intoccabili e dell’oroscopo di Telemontecarlo negli anni Settanta), dovette accontentarsi di qualche centinaio di migliaia di lire per… diventare amante di Claudia Mori in Buonasera dottore, canzone che restò in hit parade per più di sei mesi e che vendette più di un milione di dischi. Non solo, per un bel po’ si pensò che l’interprete maschile, appunto il dottore, fosse Alberto Lupo!

Giacomo Airoldi