LA LEZIONE DI CINEMA

«La mia ambizione?  Far dimenticare agli spettatori i loro problemi. Anche solo per due ore… »

Faccia a faccia con Jerry Bruckheimer

di Marco Giovannini
 

[dropcap size=big]U[/dropcap]na volta, sul set di Prince of Persia, un tipo che non mi conosceva mi chiese se per caso fossi il fotografo di scena. Poi, quando gli hanno spiegato chi ero, si è scusato per avermi offeso. Ma quale offesa? Per me era un complimento fantastico: significava che ero credibile anche nel ruolo di fotografo ». È un episodio accaduto nel lontano Marocco, perché a Hollywood non solo tutti conoscono la sua faccia, ma sanno anche che J&B non sono le iniziali del whisky (Justerini & Brooks) ma quelle di Jerry Bruckheimer, produttore, detto anche Mister Blockbuster, un uomo che, da quando ha cominciato questo mestiere, ha sempre una macchina fotografica a portata di mano. I suoi scatti, primi piani di attori pensierosi, paesaggi astratti o scene d’azione artistiche, sono per la prima volta visibili in  Jerry Bruckheimer: When Lightning StrikesFour Decades of Filmmaking, un librone di trecento pagine (e tre chili di peso) di cui Ciak vi anticipa alcuni scatti. Jerome Leon Bruckheimer, detto Jerry, 70 anni, origini tedesche, non alza mai la voce. Veste preferibilmente di nero, guida macchine nere e, nell’ufficio della sua casa di produzione a Santa Monica, anche i tovaglioli di carta sono neri e sono bandite alla vista le lattine colorate, per cui le bibite vengono servite già nel bicchiere. Sulla scrivania, una splendida collezione di penne stilografiche vintage. Non a caso si definisce un maniaco dei dettagli, parla volentieri del design dei suoi film, e racconta con soddisfazione che per il logo della JBFilms, la sua casa di produzione (un fulmine che colpisce un albero, vedi www.jbfilms.com) ha usato la silhouette di una delle vere querce della sua tenuta in Kentucky. È considerato il produttore di maggior successo di Hollywood: i suoi 42 film hanno incassato oltre 13 miliardi di dollari di cui 3,7 miliardi solo con i quattro titoli della serie di Pirati dei Caraibi con Johnny Depp. Dopo vent’anni di collaborazione con la Disney, è passato di recente alla Paramount. Ma non è stato solo a causa del flop dell’ultimo film, The Lone Ranger (budget da 300 milioni di dollari, incasso di 260 milioni), il fatto è che la Disney ora privilegia le produzioni interne dopo l’acquisto di Pixar, Marvel e Star Wars.
Eppure la collaborazione non è finita perché un paio delle nuove puntate delle franchise che ha Bruckheimer (Pirati dei Caraibi 5 e Il mistero dei Templari 3), li realizzerà proprio la Disney. Per gli altri? Ci sono Beverly Hills Cop 4 e Bad Boys 3. Ma il prossimo film targato J&B, un thriller con risvolti religiosi e horror, Liberaci dal male – in Italia uscirà il 20 agosto per la Warner Bros – è sorprendentemente a basso costo: 30 milioni di dollari.
Pur essendo stato spesso bastonato dai critici per l’alto livello di esplosioni e testosterone dei suoi film, Bruckheimer può vantare 41 nomination e 6 Oscar, vinti per lo più nelle categorie tecniche. Due attori sono stati candidati per i suoi film (Sylvia Miles per Marlowe, il poliziotto privato e Johnny Depp per Pirati dei Caraibi – La maledizione della Prima Luna) e anche un regista (Ridley Scott, per Black Hawk Down). Il suo primo successo? American Gigolò, era il 1980, e poi – con il socio Don Simpson – Flashdance, Beverly Hills Cop, Top Gun e Bad Boys. Dopo la morte di Simpson (overdose a 52 anni) ha continuato da solo, con Armageddon, Black Hawk Down, Pearl Harbor e poi la franchise di Pirati dei Caraibi. Al momento ha oltre quaranta nuovi progetti in lavorazione, tra cui l’atteso Top Gun 2 con Tom Cruise che ha già accettato di riprendere il ruolo di Maverick del film del 1986.

Nella foto in apertura: Jerry Bruckheimer (70 anni) sul set con la sua inseparabile macchina fotografica. Attualmente sta lavorando a Pirati dei Caraibi 5: Dead Men Tell No Tales, previsto per l’estate 2016.

[alert type=red ]Modello-libro-deformatoIL LIBRO. Ancora inedito in Italia, When Lightning Strikes – Four Decades of Filmmaking è una sorta di Bibbia di tutto il cinema di Bruckheimer con foto e aneddoti. Sotto, tre scatti fatti dal produttore sui set di Pearl Harbour, Pirati dei Caraibi e Black Hawk Down. [/alert]

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