ABC CANCELLA “AGENT CARTER” E “CASTLE”

Non sapete cosa sono gli Upfront? Nel mondo delle serie tv corrispondono ad un perverso mix tra la mattina di Natale e il più nefasto dei Venerdì 13. Si tratta infatti delle giornate in cui le emittenti americane comunicano il palinsesto per la prossima stagione televisiva, dichiarando quindi il rinnovo, la cancellazione oppure l’arrivo sul piccolo schermo di uno show. All’appuntamento si è presentata anche ABC che ha preso qualche drastica decisione sancendo la chiusura di quattro importanti produzioni: Agent Carter, Castle, Nashville e I Muppet.

Perché i produttori hanno fatto queste scelte? Cerchiamo di analizzare caso per caso. L’ingloriosa fine di Agent Carter ci rammarica ma non ci soprende. Se la prima stagione aveva fatto ben sperare, la seconda invece non ha convinto il pubblico che si è progressivamete allontanato da ABC, sacendo un calo d’ascolti che ha reso impossibile un rinnovo. Cosa non ha funzionato? Difficile dirlo, o forse bisognerebbe concentrarsi su tutte le potenzialità dello show che sono state “sprecate”. Per quanto si tratti sempre di una serie legata al mondo Marvel, l’agente Carter ha fallito là dove invece Daredevil è riuscito ad ottenere ottimi risultati. Per costruire una protagonista credibile e di riferimento serve molta abilità ma non bisogna tralasciare il contesto. Alternativamente tutto finisce per appiattirsi senza incuriosire gli spettatori.

Per quanto riguarda Castle invece ad invocare la chiusura sono stati gli stessi fan. Come vi avevamo anticipato, qualche settimana fa era stata ufficializzata l’esclusione di Stana Katic e Tamala Jones dallo show. L’idea di dare uno scossone dopo otto stagioni era plausibile fino a che non è diventata un “suicidio seriale”: non è mai una scelta saggia eliminare metà della coppia di cuori di uno show. Per di più se si tratta di Kate Beckett che nel tempo ha guadagnato il centro della scena, oltre che l’affetto degli spettatori, arrivando ad oscurare l’affascinante Richard Castle. Era l’alter ego di Nathan Fillion a dare il nome alla serie ma il suo personaggio è diventato una macchietta, per non dire una pallida imitazione del divertente romanziere di New York degli inizi. Dunque la rivolta del pubblico ha avuto la meglio, mettendo la parola fine ad una storia che poteva essere conclusa con più dignità qualche stagione fa.

Chi invece aveva gioito per il ritorno de l Muppet in tv, oggi ha dovuto affrontare l’ennesimo lutto. Per Miss Piggy e Kermit la Rana sembra non esserci più spazio sul piccolo schermo nel 2016. L’idea di realizzare una serie con lo stile mockumentary avrebbe anche potuto funzionare ma oggi esistono molti (troppi) show che hanno fatto propria l’ironia tagliente e scanzonata dei pupazzi creati Jim Henson. Avete presente Modern Family? Tutto ciò ha reso l’operazione di ABC un progetto che era fin da subito fuori tempo massimo rispetto allo scenario televisivo contemporaneo. Peccato. A piangere qualche lacrima ci saranno anche gli affezionati spettatori di Nashville. Volendo usare una definizione brutale, si potrebbe dire che lo show con protagoniste Connie Britton e Hayden Panettiere era una specie di Glee applicato alla musica country. E se non funziona in patria figuriamoci nel resto del mondo. ABC dunque ha dato sfogo alla sua “cattiveria”? Crediamo di no perché ha fatto delle scelte giuste tutelando la qualità ma anche gli ascolti, fondamentali per ottere le inserzioni pubblicitarie. A questo punto l’appuntamento è per l’autunno del 2016 quando inizierà la nuova stagione televisiva e per gli amanti delle serie tv sarà il momento più felice dell’anno.