“GOMORRA – LA SERIE”: LA RECENSIONE DEL SETTIMO EPISODIO

Tenere gli animali in gabbia non è mai una cosa saggia. Non dimenticate questo consiglio perché il settimo episodio di Gomorra si basa proprio su questo concetto: la cattività riesce a fare impazzire chiunque e le conseguenze possono essere letali.

La nuova puntata è tutta incentrata su O’Principe, interpretato da Antonio Folletto. Il giovane è un camorrista molto bravo negli affari: riesce a gestire il traffico di droga come nessun altro. Questo gli permette di avere un alto tenore di vita tra auto di lusso e una pantera sul terrazzo di casa. Lo stile è decisamente quello di Scarface. Quando si tratta di business il ragazzo segue la vecchia regola de Il Padrino – Parte II: «Tieni i tuoi amici vicino… ed i tuoi nemici…ancora più vicino». Questo gli permette di lavorare sia con Genny che con l’Alleanza, almeno fino a quando qualcuno non lo scopre.

L’abilità del camorrista quindi attira l’attenzione (e le invidie) di tutti. Ne sa qualcosa Don Pietro che considera l’idea di eliminare il potente narcotrafficante per creare una spaccatura fra gli scissionisti. La miopia della scelta è lampante tanto che spetta alla povera Patrizia fare notare la follia di una simile mossa. Questo ci dimostra quanto essere rinchiuso in un bunker stia minando la capacità di giudizio del vecchio boss che sta perdendo anche la sua proverbiale freddezza. Ma quando si tratta di denaro e potere c’è sempre un altro personaggio pronto a farsi avanti: stiamo parlando di Ciro. Di Marzio infatti non perde l’occasione per proporre a O’Principe di realizzare insieme qualche attività per riciclare denaro sporco. L’offerta viene subito rifiutata ma tanto basta per fare indispettire Rosario, detto O’Nano, il braccio destro dell’Immortale.

La situazione perciò si fa sempre più tesa fino a quando qualcuno spara sulla vetrina del negozio della fidanzata di O’Principe. Il segnale poco amichevole genera subito due importanti conseguenze. Prima di tutto Don Pietro capisce che si può fidare di Patrizia. Per la ragazza, diventata il Grillo Parlante di Savastano, però non ci sono buone notizie: la sua vita ormai è legata a doppio filo a quella del latitante, che sarebbe pronto ad ucciderla al minimo sospetto di un tradimento. La seconda reazione all’atto dimostrativo è quella di Ciro sempre più in difficoltà nei panni di mediatore tra gli alleati. Nascondendosi dietro l’alibi della democrazia in voga tra gli scissionisti, l’Immortale si lancia in una semicitazione dell’ «uno vale uno» pentastellato e riporta all’ordine Rosario furioso per il pestaggio pubblico di cui è stato vittima. Una punizione richiesta proprio da Di Marzio, per farla pagare al presunto colpevole dell’attacco a O’Principe.

La guerra fratricida viene quindi rimandata al prossimo episodio, non prima però che Savastano senior ci regali il colpo di scena finale. Il boss decide infatti di presentarsi dall’enfant prodige del narcotraffico, proprio mentre quest’ultimo è impegnato a dare da mangiare alla sua pantera. La reunion non era affatto prevista e, temendo il peggio, il giovane camorrista cerca di uscirne rivelando il suo accordo con Genny. Ma usare la logica con Pietro ormai non serve più a nulla e O’Principe viene eliminato. Il latitante scopre con sollievo che suo figlio non ha abbandonato i traffici criminali a Napoli mentre noi restiamo con un dubbio: chi accudirà la graziosa bestiola?

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