“IL TRONO DI SPADE 6 – HOME” LA RECENSIONE

Il trono di spade«Nessun posto è come casa», diceva Dorothy ne Il mago di Oz. Parafrasando, potremmo dire che nessuna serie tv è come Il trono di spade perché pochi show sanno regalare ai fan più accaniti uno dei colpi di scena più attesi (e chiacchierati) di sempre, costruendo però un episodio carico di altri ottimi e interessanti sviluppi per la storia fantasy più amata del piccolo schermo. Ma andiamo con ordine perché Home, la seconda puntata della sesta stagione, è ricca di importanti novità per tutti i protagonisti. Si comincia con Bran Stark che, dopo essere rimasto in panchina per molto tempo, è ritornato al centro della scena. Il ragazzo sta sviluppando i suoi poteri metafisici e riesce a muoversi indietro nel tempo. Il trono di spadeIn una sequenza che è densa di riferimenti al passato ma anche al futuro della serie, il pubblico assiste ad un momento della vita quotidiana di Grande Inverno quando Ned Stark era bambino e trascorreva le giornate in compagnia dei fratelli Benjen e Lyanna. Proprio quest’ultima attira subito l’attenzione del pubblico per il suo temperamento fiero, che ricorda quello di Arya, ma anche perché i fan da tempo ipotizzano l’esistenza di un legame tra la donna e Jon Snow, un segreto che potrebbe fare emergere dettagli inediti sui legittimi aspiranti al trono. Inoltre la visione di Bran permette di scoprire un’altra preziosa informazione: Hodor ha un nome, Wyllis, ed è anche in grado di parlare a dispetto di quanto si era saputo finora. Ciò significa che il fedele servitore presto potrebbe diventare una grande risorsa per gli Stark. Il trono di spadeDalle parti della Barriera, invece, non ci sono buone notizie (almeno fino alla fine dell’episodio). L’assedio agli uomini fedeli a Jon Snow continua fino all’intervento dei Bruti che ribaltano la situazione a sfavore dei congiurati. Il karma esiste anche a Westeros e gli spettatori possono tirare un sospiro di sollievo, almeno per il momento. Purtroppo però altrove le cose non sembrano destinate a migliorare. Stiamo parlando di Approdo del Re dove, nonostante gli sforzi del Jaime Lannister, la situazione è ad un punto di stallo: i fanatici del culto dei sette dei non arrestano la loro opera di conversione, portata avanti con soprusi e torture. Il risultato? Tutto è sull’orlo del baratro ma nell’angoscia per quanto accade, non si può fare a meno di lodare la meravigliosa prova da attore di Jonathan Pryce: il suo Alto Passero è un perfetto mix di lucida follia e fervente credo. Il trono di spadeIl labile confine tra fede e ragione è il tema portante anche della storyline di Arya Stark, che sta sperimentando un inquietante percorso verso il progressivo annientamento della sua identità. Chi invece sa perfettamente quale è il suo posto nel mondo è Tyrion, abilissimo nel comprendere la complessità della realtà in cui si trova. Accerchiato dai nemici, Lannister ha una sola possibilità: puntare tutto sui draghi di Daenerys Targaryen. L’idea è meno folle di ciò che sembra. L’alter ego di Peter Dinklage sa empatizzare con gli emarginati, anche se si tratta di leggendarie creature sputafuoco abbandonate dalla madre per cause di forza maggiore. Che David Benioff e D.B. Weiss abbiano in servo qualche sorpresa anche sul passato del Folletto più sagace dei sette Regni? Il trono di spadeSe per alcuni personaggi le rivoluzioni narrative potrebbero essere dietro l’angolo, c’è chi continua a non smentire la sua fama di sadico sociopatico: Ramsay Bolton. Ormai ci stiamo abituando ai suoi slanci crudeli, che ogni settimana raggiungono nuovi livelli di bassezza, ma a questo punto gli spettatori vorrebbero vedere qualche altro aspetto della sua personalità, seppur disturbata. A stupire, invece, il pubblico è Theon pronto a ritornare a casa dopo aver salvato Sansa. Per lui però non ci sono buone notizie: una volta arrivato alle Isole di Ferro scoprirà che il padre Balon è stato ucciso dal redivivo zio Euron, che darà parecchio filo da torcere alla combattiva Yara Greyjoy. Il trono di spadeLa forza di non arrendersi manca però a Melisandre, smarrita dopo essere stata tradita dalle sue stesse visioni. Grazie all’incoraggiamento di Ser Davos, la sacerdotessa usa la sua magia per salvare Jon Snow. Si arriva così al momento più atteso di Home: un rito oscuro riporta in vita il Lord Comandante a pochi secondi dalla conclusione dell’episodio. Ma si tratta davvero dell’eroe di casa Stark o di una sua versione senza anima, in pieno stile Frankenstein? Questo dubbio atroce sarà risolto (forse) la prossima settimana, nel frattempo però resta una certezza: proprio come Melisandre, gli sceneggiatori non hanno perso il loro tocco magico.

Laura Molinari

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