LA SERIE DA NON PERDERE: “THE SLAP”

Fino a dove è giusto spingersi per difendere la propria famiglia? Contano di più i legami di sangue o le relazioni sentimentali? E quanti danni possono fare i genitori a un figlio? Sono solo tre dei (molti) temi che The Slap – miniserie di otto puntate diretta da Lisa Cholodenko e disponibile su Infinity – mette sul tavolo e nel farlo coinvolge personaggi e intreccia storie, alla ricerca di una verità oggettiva che forse, semplicemente, non esiste. Ma andiamo con ordine: Hector Apostolou (un enorme Peter Sarsgaard, che vedremo in Jackie nei panni di Bobby Kennedy) è un marito e padre di famiglia di New York che per celebrare il quarantesimo compleanno organizza un barbecue con la moglie Aisha (Thandie Newton) e i due figli. Invita così i genitori, gli immigrati greci Manolis (Brian Cox) e Koula (Maria Tucci), il cugino Harry (Zachary Quinto, una rivelazione: mai così bravo) e la moglie Sandi (Marin Ireland) con il figlio Rocco. Poi ci sono l’amica Anouk (Uma Thurman) con il nuovo toy boy (Penn Badgley) e la coppia formata da Rosie (Melissa George, protagonista di un’altra serie NBC come Heartbeat) e Gary (Thomas Sadoski) con il figlioletto Hugo, un bimbo di quattro anni molto maleducato. E quando, all’ennesima marachella, a Harry partirà uno schiaffo proprio verso Hugo inizierà un aspro conflitto tra le parti, con i genitori del piccolo pronti a portare l’uomo in tribunale.

Ma è poco più di uno spunto per un lungo viaggio di otto tappe – ciascuna, non a caso, titolata con il nome di uno dei personaggi – che fa di The Slap una delle migliori cose viste negli ultimi anni, una serie scritta magnificamente e interpretata da un gruppo di attori in stato di grazia a cui si aggiungono le due nuove promesse Makenzie Leigh, vista in Boyhood, e Lucas Hedges che dopo essere stato lanciato da Wes Anderson in Moonrise Kingdom vedremo a febbraio in Manchester by the Sea, per cui probabilmente riceverà una nomination all’Oscar. Remake di una serie tv australiana, The Slap però affonda le radici ne Lo schiaffo, romanzo pubblicato in Italia da Neri Pozza e firmato dallo scrittore australiano (di evidenti origini greche) Christos Tsiolkas. Perché funziona? Perché è fruibile a più livelli: lo spettatore più distratto seguirà così quasi come fosse un thriller il lungo iter verso il processo finale, mentre chi vorrà approfondire i vari temi si ritroverà a farsi domande sulla coppia, sulla famiglia, sull’identità e sul tempo.

«Rimpianti? Sicuramente. Solo gli sciocchi non ne hanno. Rimpianti, un po’ di vergogna, qualche senso di colpa, ma tutti loro avevano sempre fatto del loro meglio, avevano cercato di crescere i figli, educarli, dare loro un luogo sicuro dove stare». I figli, ma non solo: il centro di The Slap è l’identità dell’individuo e come viene influenzata dalle persone che lo circondano. Un tema ambizioso che Lisa Cholodenko – che già aveva esplorato il tema della famiglia sia in Laurel Canyon che in I ragazzi stanno bene – sviluppa con grande cura e stile e che trasforma la miniserie di otto ore in un vero e proprio film che una volta iniziato vi costringerà a un inevitabile binge watching anche perché il cast – su tutti il debole Sarsgaard, ma notevoli anche il patriarca Brian Cox e una sexy Thandie Newton – praticamente non sbaglia un colpo. Un classico moderno.

Andrea Morandi

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