L’amore ai tempi de “La Templanza”

Dal 26 marzo, su Amazon Prime Video il nuovo dramma romantico iberico tratto dal romanzo di María Dueñas

Dalle radiose Antille alla Londra della Seconda rivoluzione industriale, dalle miniere della giovane Repubblica Messicana ai vigneti dell’andalusa Jerez, La Templanza ci trasporta da un lato all’altro dell’Atlantico facendoci viaggiare nell’immaginario della potenza spagnola di fine Ottocento, negli ultimi scampoli del suo splendore. Un mondo fatto di grandi ascese e rapide cadute, in cui incrociano le loro strade Soledad Montalvo, moglie di un mercante di vini londinese, e Mauro Larrea, possidente in balia del fato, a volte avverso a volte amico.

Impossibile non subire il fascino de La Templanza: la nuova serie original di Amazon Prime, al via il 26 marzo su Prime Video, è basata sull’omonimo romanzo di María Dueñas (The Time in Between e Las Hijas del Capitán), tra le scrittrici di punta della scena spagnola contemporanea, tradotta in 35 lingue.

A dare il volto ai due protagonisti sono Rafael Novoa, colombiano con un ricco curriculum di telenovelas, e l’anglospagnola Leonor Watling, la ragazza in coma di Parla con lei di Almodòvar. I 10 episodi sono diretti da Guillem Morales (The Uncertain Guest, Julia’s Eyes), nominato ai Goya e ai BAFTA e da due vincitori di premi Goya: Alberto Ruiz Rojo (El Cid, Brigada Costa del Sol) e Patricia Font (Coffee to Go, The Red Band Society).

L’irrompere della serialità iberica sulla scena internazionale, iniziato con La Casa di Carta e proseguito con titoli come Vis a vis e La valla, ha raggiunto anche Amazon Prime, che dopo El Corazón de Sergio Ramos, The Challenge: ETA, ed El Cid (dove ritroviamo proprio Denver della Casa di Carta) aggiunge un nuovo titolo alla sua offerta latina.

«Adattare un romanzo come La Templanza – ha spiegato Tedy Villaba, executive producer di Boomerang TV, produttrice della serie – ha richiesto un grande sforzo produttivo. Abbiamo girato per più di 5 mesi in diverse location con 215 set tra Cadice, Jerez de la Frontera, Tenerife, Dublino, Madrid e Toledo». «Questo impegno – ha aggiunto Sonia Martínez, content director di Buendía Estudios, che hanno ospitato parte delle riprese – è anche un’ottima notizia per le produzioni spagnole e l’industria tv le cui fiction raggiungono sempre nuove vette internazionali».

di Marta Rossi

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