Sharp Objects, Amy Adams svela a Ciak i segreti della serie thriller tratta dal romanzo di Gillian Flynn

Sharp Objects

Il confronto con l’altro grande successo di HBO è inevitabile: anche Big Little Lies era interamente diretto da Jean-Marc Vallée, con un cast di donne over 40 in corsa per gli Oscar. Qui, scrive Variety, le star Amy Adams e Patricia Clarkson fanno da contraltare a Nicole Kidman e Reese Witherspoon. Ma Sharp Objects, il debutto più visto dai tempi di Westworld sul canale via cavo in America, è un gesto ancora più lynchiano di Lies.

Sharp Objects

A partire dal viso largo e stravolto della Adams che interpreta Camille Preaker, giornalista sulle tracce di un serial killer nella città dov’è cresciuta. Tratta dall’omonimo libro di Gillian Flynn e in onda in Italia su Sky Atlantic dal 17 settembre, la serie in otto puntate somiglia a quei puzzle psicologici che seducono Amy, cinque candidature all’Oscar, due Golden Globe, il sequel di Come d’incanto prodotto dalla Disney in arrivo: «Sono sempre stata attratta dal modo in cui Gillian rappresenta le donne, a metà tra femme fatale e bambole noir. Per parecchio tempo ho ruotato attorno a un altro suo adattamento, Nei luoghi oscuri», sorride mentre passa le mani tra i capelli rosso fuoco. «Come il mio
personaggio, la reporter Preaker, spesso mi guardo indietro e ripenso al passato. Ho dei ricordi legati ai viaggi a Fort Belvoir, Virginia e Colorado. Ho trascorso i primi anni di vita a Vicenza, quarta di sette figli, un padre nello U.S. Army. La base militare dell’esercito era una comunità, un bunker popolato di armi e bambini. Ricordo un cancello di marmo alzarsi, alto quanto un grattacielo. Quando sono uscita e ho visto la luce del sole, il mondo all’improvviso era mio».

Filippo Brunamonti

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