The Boys, la serie di Amazon che smonta il mito dei supereroi

The Boys

Irriverente, caustica e decisamente sorprendente. È The Boys, la nuova serie Amazon che sovverte ogni regola in fatto di supereroi. Basato sull’omonimo fumetto best-seller creato da Garth Ennis e Darick Robertson, lo show è stato sviluppato da Eric Kripke (Supernatural) e ha fra i suoi produttori esecutivi anche la coppia Seth Rogen – Evan Goldberg, già al lavoro insieme per Facciamola finita e Suxbad: Tre menti sopra il pelo.

 

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Blow hards still blow up.

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The Boys ci porta negli Stati Uniti, dove l’ordine e la giustizia sono completamente nelle mani dei “The Seven”. Questa versione riveduta e corretta degli Avengers è capitanata da Homelander (Antony Starr) a cui fanno riferimento altri supereroi: Starlight (Erin Moriarty), Queen Maeve (Dominique McElligott), A-Train (Jessie T. Usher), The Deep (Chace Crawford, l’ex Nate Archibald di Gossip Girl) e Black Noir (Nathan Mitchell).
The Boys

Ciascuno di loro ha poteri straordinari, ciascuno di loro ne abusa a proprio piacimento. Forti del fatto di essere venerati come delle star e rispettati come semidei. Dunque in questa “sventurata terra che ha bisogno di eroi”, solo pochi outsider hanno il coraggio (o il folle proposito) di opporsi alla protervia dei Seven. A fare il lavoro sporco ci pensano quindi l’impacciato Hughie Campbell (Jack Quaid, il figlio di Meg Ryan e Dennis Quaid) e il rude Billy Butcher (Karl Urban), insieme a Mother’s Milk (Laz Alonso), Frenchie (Tomer Capon) e The Female (Karen Fukuhara).

The Boys

Negli otto episodi della serie (co-prodotta da Amazon Studios e Sony Pictures Television Studios con Point Grey Pictures, Kripke Enterprises e Original Film) assistiamo ad un costante ribaltamento di prospettiva mentre il confine fra giusto e sbagliato viene prontamente ridisegnato dalle circostanze. Così The Boys è una boccata di aria fresca in un mondo sempre più dominato dai cinecomics. Ma lo show, intelligente e mai banale, non ha paura di assestare qualche schiaffo anche al pubblico, che viene spronato a tenere sempre gli occhi aperti, perché le soluzioni ai problemi reali non piovono dal cielo inguainate in sofisticate tute a stelle e strisce.