The Boys, stagione 2 – RECENSIONE (★ ★ ★ ★ ½)

La seconda stagione di "The Boys" è disponibile a partire dal 4 settembre su Amazon Prime

IL FATTO – Alla fine della prima stagione di The Boys, che Eric Kripke ha tratto dai fumetti omonimi scritti da Garth Ennis e disegnati da Darick Robertson, la crisi era esplosa in pieno. Homelander (Antony Starr), leader dei Sette, supereroe all’apparenza tutto Patria e Famiglia, ma in realtà un incontrollabile psicopatico, aveva ucciso Madelyn Stillwell (Elisabeth Shue) vicepresidente della Vought International, la società che gestisce e promuove l’immagine dei supereroi. Intanto Billy Butcher (Karl Urban), ex agente Cia e leader dei Boys, il gruppo clandestino che conduce una guerra senza quartiere contro i supereroi e i loro abusi, aveva scoperto che la moglie era ancora viva, ma aveva anche avuto un figlio proprio dall’odiato Homelander. A complicare ulteriormente le cose le più recenti reclute dei rispettivi schieramenti: l’idealista Starlight (Erin Moriarty) e il goffo Hughie Campbell (Jack Quaid), avevano intrecciato un inaspettato legame romantico, nutrendo parallelamente forti dubbi sulle reali motivazioni dei rispettivi gruppi di appartenenza.

Ora i Boys sono ricercati, scomparsa la Stillwell, incontriamo il CEO della Vought International, l’inquietante Stan Edgar (Giancarlo Esposito, indimenticabile Gustavo Fring di Breaking Bad) e la verità sull’origine dei superpoteri dei cosiddetti eroi è destinata a non rimanere più a lungo un segreto.

L’OPINIONE – ★ ★ ★ ★ ½     (4 stelle e mezzo)

Tutti i migliori fumetti scritti da Ennis, da Preacher (anche questo diventato una serie tv) a The Authority, da Chronicles of Wormwood a Crossed, sono caratterizzati dalla vis polemica dell’autore, spietato nel mettere a nudo errori e orrori di ogni religione, autorità e potere, condendo il tutto con una dose di violenza tollerabile solo per l’evidente intento di denuncia che ne permea la narrazione. Trasporre i suoi fumetti sullo schermo poteva far precipitare il tutto nello splatter fine a se stesso, o (nel caso di Preacher) in una goliardica quanto gratuita blasfemia. Grande merito va allora a Kripke (e nei crediti non si deve dimenticare che c’è anche la mano di Seth Rogen, grande fan di Ennis, già coinvolto nell’adattamento di Preacher) che, con piccoli momenti di humour nero, è riuscito ad “addolcire” (si fa per dire) il tono del racconto, in modo da rendere il tutto godibile anche a un pubblico più ampio dei fan duri e puri.

SE VI È PIACIUTO GUARDATE ANCHE – Le quattro stagioni di Preacher (2016-2019) su Amazon Prime, per completare la conoscenza del mondo di Garth Ennis.

Stagione 2 – The Boys: 8 episodi su Amazon Prime.

Usa 2020, creatore Eric Kripke registi Philip Sgriccia, Alex Graves, Sarah Boyd, Stefan Schwartz, Frederick E.O. Toye, Batan Silva con Karl Urban, Antony Starr, Aya Cash, Jack Quaid, Erin Moriarty, Giancarlo Esposito, Chace Crawford, Jessie T. Usher, Kharen Fukuara, Tomer Capon, Laz Alonso.