The Informer: al Zurich Film Festival il nuovo crime thriller di Andrea Di Stefano

Metti un regista italiano, Andrea Di Stefano e un romanzo svedese, Tre secondi, di Börge Hellström e Anders Roslund, il primo un ex giornalista, il secondo un ex detenuto che oggi combatte la criminalità e chiede migliori condizioni peri carcerati). L’incontro ha prodotto un film americano, The Informer – Tre secondi per sopravvivere, presentato al Zurich Film Festival e interpretato da Joel Kinnaman (Suicide Squad), Rosamund Pike (a Zurigo anche con Radioactive), Clive Owen, Ana de Armas (prossimamente Marilyn Monroe in un film basato sul libro dedicato all’attrice da Joyce Carol Oates), il rapper Common.

Protagonista di questo poliziesco metropolitano è Pete Koslow (tatuato come Viggo Mortensen in History of Violence), un ex militare in congedo che, costretto a usare violenza per difendere la moglie, viene imprigionato fino a quando due agenti dell’FBI gli offrono la possibilità di essere rilasciato in anticipo a condizione che diventi un loro informatore e li aiuti a incastrare il più potente boss della criminalità newyorkese.

Quando l’operazione provoca però provoca la morte di un agente di polizia sotto copertura, Pete, abbandonato dall’FBI, diventa l’oggetto di una massiccia caccia all’uomo. Dopo Escobar, che ha segnato il suo debutto dietro la macchina da presa, Di Stefano (che abbiamo visto recitare in Almost Blue, Cuore sacro, In guerra per amore, ma anche in Prima che sia notte, Nine, Mangia prega ama e Vita di Pi) torna ad esplorare zone d’ombra e territori minati, al confine con la legalità, contando ancora una volta su un solido cast, e costruisce un crime thriller crudo, teso e muscolare dove Clive Owen fa la parte del cattivo. Il finale farebbe pensare all’inizio di un nuovo franchise su un innocente perennemente in fuga.