“THE JOURNEY”: IL TRIONFO DI TIMOTHY SPALL E COLM MEANEY

Peccato non sia in concorso, perché i due protagonisti, Timothy Spall e Colm Meaney (impossibile non riconoscere i loro volti: il primo era in un Harry Potter e protagonista del magnifico Turner; il secondo, oltre ad aver lavorato con Stephen Frears, è stato uno dei membri di Star Trek: Deep Space Nine) sono da premio per la recitazione in accoppiata. Insieme per quasi tutta la durata del film, che racconta la storia del travagliato accordo del 2006 tra il predicatore, rappresentante del partito unionista protestante, Ian Paisley e Martin McGuinness, uno dei capi dell’IRA, l’esercito repubblicano.

Anni di odio e di ragioni contrapposte hanno costruito un muro di incomunicabilità. Ma, per la pace dell’Ulster, Tony Blair (Toby Stephens) approfittando della necessità dell’ottantenne protestante (da notare che Spall che lo interpreta è in realtà di quattro anni più giovane del sessantatreenne Meaney!) di volare a casa per il cinquantenario delle nozze, li ficca entrambi in macchina sperando che dialoghino, controllati a loro insaputa da un autista agente (Freddie Highmore). Durante il viaggio, il glaciale e intransigente protestante cederà alle avances politiche del sardonico “papista”? È un importante spezzone di Storia da noi italiani ignorata quello che il regista Nick Hamm (fattosi notare sino a oggi per telefilm e Godsend – sigh!) ci fa rivivere, con l’aiuto di dialoghi gustosi, ma soprattutto con le spettacolari performance di due mostri sacri della scena che interagiscono nel reciproco divertimento.