The Laundromat, Soderbergh firma una feroce commedia ricca di humour e colori accesi

the laundromat

Lavanderia a gettone. Questa è la traduzione italiana di Laundromat. Ma che cosa si pulisce in quest’ultima opera del prolifico Steve Soderbergh? Semplice: il denaro. Il film racconta lo scandalo dei Panama Papers (il film dice di basarsi su “veri segreti”), partendo da un episodio apparentemente eccentrico. Una escursione sul lago, una onda anomala e il battello della gita turistica si ribalta. Muoiono 21 persone tra cui il marito di Ellen Martin (come declama il Capitolo 1: “I miti sono fregati!”). Dalla tragedia, uno scandalo: l’assicurazione si rifiuta di coprire, anzi: la polizza non esiste, anzi: la società di assicurazioni non esiste, anzi: chi controlla la società di assicurazioni non esiste. Così, risalendo da guscio vuoto a guscio vuoto, l’indomita e volitiva vedova arriva a uno studio legale di Panama, il Mossack-Fonseca, che organizza società off-shore e nasconde conti miliardari dei propri clienti, spesso poco puliti.

The Laundromat

Basato su un romanzo assai poco romanzesco di Jake Bernstein, Steven Soderbergh riesce in un’impresa arditissima. Fa della spiegazione di un sistema circolare deviato ma evidentemente “normale” del nostro capitalismo avanzato, quello cioè che consente l’elusione fiscale, almeno finché scandalo non esploda, una feroce commedia per capitoli, ricca di humour e dai colori assurdamente accesi e solari, costruita anche con un certo piacere dell’invenzione visiva. Si pensi ad esempio all’escamotage geniale di fare dei due mega furbetti di quartierino, Jurgen Mossack e Ramon Fonseca, due figure da cabaret teatrale che commentano con candore le proprie nefandezze in gustosissimi siparietti auto-assolutori, interpretati da Gary Oldman e Antonio Banderas.

THE LAUNDROMAT
THE LAUNDROMAT

Il cast è sontuoso come nei suoi film corali più di divertissement, salvo che qui si scortica la nostra società con la frusta dentata dell’indignazione che si fa sarcasmo e lezione di moralità. Attorno a una Meryl Streep bravissima anche a fare la vecchietta benpensante e terribile, si muovono più o meno di sfuggita, volti notissimi che evidentemente non volevano mancare, da David Schwimmer a Sharon Stone, da Matthias Schoenaerts a Jeffrey White. Meglio di così per capire la mala finanza proprio non si può.