THE NICE GUYS

Los Angeles 1977. L’investigatore privato Holland March (Gosling), mezzo alcolizzato e padre single della tredicenne Holly, indaga sull’apparente suicidio della pornostar Mysty Mountains e sulla sparizione di una sua sosia, Amelia Kutner (Qualley). Si scontra col collega Jackson Healy (Crowe) a cui Amelia si è rivolta perché la aiuti a non farsi trovare. Ai due, minacciati di morte, non resta che allearsi, e così si trovano alle prese con un complicato complotto che unisce l’industria automobilistica alla ricerca di nuovi modelli dopo la crisi energetica e quella del porno. Una complicazione ulteriore è Judith Kutner, capo del Dipartimento di Giustizia della California, e i suoi pessimi rapporti con la figlia Amelia.

Trent’anni fa Shane Black rivoluzionò i film d’azione con la strana coppia di sbirri di Arma letale e lanciò la moda dello sceneggiatore star, mettendosi in competizione col collega Joe Eszterhas (quello dei due Basic Instinct). Ricevette la stratosferica somma di quattro milioni di dollari per il film Spy (1996), prima di scomparire del tutto, vittima dell’invidia altrui e del suo personale senso di colpa per guadagnare troppi soldi ed essersi votato al commercio piuttosto che all’arte. Un rarissimo esempio di coscienza morale in quella Sodoma e Gomorra che è Hollywood. The Nice Guys l’aveva scritto insieme ad Anthony Bagarozzi quindici anni fa, nel periodo in cui era diventato persona non grata e i produttori che prima gli si inginocchiavano davanti ormai si facevano invece negare. È una sintesi del suo cinema, un po’ tarantiniano. 

Dialoghi fulminanti, situazioni al limite dell’assurdo, scene d’azione esplosive mai fini a se stesse, ma espedienti per portare avanti la trama. E un sottofondo di critica sociale e politica che non risparmia nessuno (notevole la scena in cui i manifestanti contro l’inquinamento che attanaglia Los Angeles spiegano ai due improbabili detective che non possono rispondere alle loro domande perché stanno interpretando dei morti avvelenati dalle emissioni tossiche). Gosling è il trascinatore dei due, un autentico cartoon umano, ma Crowe gli va appresso con sorprendente tempo comico. Potrebbe essere nata una nuova coppia e una nuova serie, che magari nelle prossime puntate potrebbe raccontare anche gli Anni ‘80 e ‘90.