Un’avventura, Laura Chiatti e Michele Riondino in un musical romantico sulle note di Battisti

Un'avventura

Un’avventura Italia, 2019 Regia Marco Danieli Interpreti Michele Riondino, Laura Chiatti, Valeria Bilello Distribuzione Lucky Red Durata 1h e 45′

In sala dal 14 febbraio

LA STORIA – Puglia, primi anni ’70. Dice Matteo, apprendista meccanico che sa strimpellare la chitarra e comporre canzonicine, a Francesca, la ragazza di cui è perdutamente innamorato: “Cosa c’è che non va bene?”. Lei, irrequieta e curiosa della vita, risponde: “Tutto, tranne te. Appena arrivata a Londra ti scrivo”. Dopo cinque anni, si ritrovano a una festa hippie. E sarà amore, trasloco a Roma, carriere diverse in pubblicità, matrimonio, tradimento, passione, rotture. Insomma, “non sarà un’avventura, non può essere soltanto una primavera”.

L’OPINIONE – L’idea è frizzante, prendere le canzoni di Mogol (qui supervisore in qualità di consulente artistico dell’operazione) e Battisti e farne i perni (anche della sceneggiatura) su cui sviluppare una love story densa degli umori di quegli anni. Dai capelli stirati dalla mamma e “gli hippes allo stabilimento balneare hanno il peyote, gli acidi, tutto” a “sono un pavido? Mi sembra di aver finito i sogni”, la cronaca di un amore, di un imborghesimento e di rimpianti e rimorsi forse placati, segue le canzoni di fortunata generazione che oggi ha abbondantemente superato gli anta.

Così il film, per quanto interessante nell’impostazione, quasi ruspante nella sua messinscena, non privo di inventiva nel maneggiare i luoghi comuni, rischia di non coinvolgere più di un tot una generazione sdraiata su cellulari, internet e sentimentalismi più o meno virtuali. Le canzoni dalla library del grande Lucio sono una decina (salvo errori di conteggio) e sono mirabilmente riarrangiate da Pivio & Aldo De Scalzi (autori di apprezzate soundtrack – vedi Ammore e malavita – con il secondo ex collaboratore di quei New Trolls che vengono citati in una scena con la copertina del loro Aldebaran, anno 1976). Il risultato è una colonna sonora anche notevole, che mescola belle musiche strumentali di accompagnamento a leggendari successi (tanto per citarne alcuni: Io vivrò, Uno in più, Non è Francesca, Il vento, 10 ragazze, Balla Linda), in umorose e ricche versioni che li diversificano dalle originali, per farne brani integranti di quel musical quale il film è.

 

 

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È meraviglioso dormire uno accanto all’altro ❤ #UnAvventura, al cinema dal 14 febbraio #laurachiatti #micheleriondino #lucatommassini #luciobattisti #mogol

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Oltretutto con interpreti assolutamente all’altezza della scommessa: perché Michele Riondino e Laura Chiatti, oltre a saper recitare, sanno cantare anche molto bene, con il giusto pathos e drammaticità e se la cavano con la forza della volontà anche nel ballo. Con loro, nel poker della front line, anche Valeria Bilello e Thomas Trabacchi, che danno una originale rifinitura e spessore ai loro personaggi, più interessanti e complessi di quanto i copioni correnti made in Italy solitamente prevedano.

 

Certo il film di Marco Danieli (La ragazza del mondo) avrebbe avuto bisogno di quel budget e di quell’estro creativo da gran team che han fatto di operazioni analoghe estere (tipo Across the Universe di Julie Taymor con le canzoni dei Beatles), qualcosa di sontuoso e artisticamente più significativo, ma anche così, con quel “si fa quel che si può” che ogni tanto fa capolino, il film si lascia vedere con piacere crescente, non banale anche nella sua prevedibilità narrativa, con qualche battuta spiritosa, alcune soluzioni coreografiche molto ben girate (la versione tango di Non è Francesca o il numero sul treno) e tante canzoni battistiane da nostalgia canaglia che accarezzano il cuore e inumidiscono gli occhi.