VENEZIA 73: 4 DOCUMENTARI DA RECUPERARE

La 73ma Mostra Internazionale di Arte Cinematografica ha chiuso i battenti da una settimana. A sipario chiuso, negli occhi dei più sono rimasti soprattutto i premi, i film in concorso, le anteprime internazionali destinate al successo (chi più chi meno) in sala. Noi qui invece vogliamo segnalare 4 documentari italiani assolutamente degni di essere recuperati (sala, tv, dvd).

Per amor di razionalizzazione potremo dire che, nell’ordine che segue, i primi due trattano di Storia passata o recentissima, gli altri sono ritratti che aggiungono anche più specificatamente un interesse cinefilo. Eccoli.

ASSALTO AL CIELO di Francesco Munzi

Al grido di “Vogliamo tutto e subito” la storia di dieci anni formidabili e intensi – come pochi altri nel secolo – quelli del movimento di rivolta dei giovani in Italia. In tre sezioni, senza commento “dal di fuori” ma con quello “interno” che scaturisce dal montaggio delle immagini (spesso poco viste o inedite); dalla contestazione giovanile pre ’68 al delirio nevrotico del Festival al parco Lambro del 1977, quasi un requiem. Ci siamo dentro tutti, comprese le violenze, le stupidaggini politiche e il fanatismo infantile, ma anche l’utopia autentica di una generazione aggrappata a “un sogno che non tornerà mai più”, perché come dice sul finale uno dal palco di quel citato festival milanese devastato da processi più o meno popolari, scazzi, assalti ai rivenditori di polli (e rabbia innescata e inesplosa diffusa): “il comunismo è solo il primo passo, noi vogliamo andare oltre le stelle”. Commovente.

OUR WAR di Bruno Chiaravalloti, Claudio Jampaglia e Benedetta Argentieri

Perché dei ragazzi occidentali scelgono di combattere sul campo a fianco dei curdi dell’YPG contro l’ISIS? Attraverso tre interviste, a un ex marine americano, a un comunista italiano e a una guardia del corpo svedese proviamo a scoprirlo. Un reportage dentro e contro la guerra, alla ricerca di un impegno non molto pubblicizzato. Di grande impatto.

PERCHÉ SONO UN GENIO! LE TANTE VITE DI LORENZA MAZZETTI di Steve Della Casa e Franceso Frisari

L’anima forse meno idolatrata dai media del free cinema made in GB dei tardi 50/primi ’60 viene riscoperta in questo ritratto di una personalità incredibile. Lorenza Mazzetti, adottata da bambina con la gemella dagli Einstein (sterminati in Toscana dai nazifascisti), ha vissuto tante di quelle vite come nessuno di noi avrebbe mai potuto e lo ha fatto con una mai affievolita attitudine al gioco, neppure nei momenti più drammatici. Cameriera in Inghilterra per dimenticare gli orrori della guerra, studentessa e regista di K (su Kafka) e poi Togheter, corto delizioso che fa parte del manifesto di fondazione del Free Cinema (assieme a Reisz, Richardson, Anderson) e poi scrittrice di Il cielo cade (libro di memorie trasfigurate dall’infanzia), vincitore di un premio Viareggio e infine pittrice a oggi ancora attiva (è del 1928!) di delicato e gioioso talento. Il documentario la segue, la fa parlare, la fa visitare luoghi a lei cari e gravidi di emozioni, mentre si accavallano le testimonianze di amici e sodali (Bernardo Bertolucci, Malcolm McDowell, David Grieco). Ammirevole, anche nella sua leggerezza di tocco.

BOZZETTO NON TROPPO di Marco Bonfanti

Cinesta/produttore appartato e unico nel panorama cinematografico italiano, il cartoonist milanese (da anni residente a Bergamo) Bozzetto (West and Soda, Allegro non troppo, Il signor Rossi) si presenta e si racconta, tra tante immagini private (la famiglia, gli animali, il lago, la montagna), spezzoni dei suoi lavori, spiegazioni e aneddoti. Tra la indaffarata modestia dell’artigiano e il tocco della poesia. Come quando “ruba” la dichiarazione di un bambino per spiegare il suo senso del cinema: “Un’idea con intorno una linea”. Una semplicità unica.