Venezia77: “Nomadland” di Chloé Zhao

Chloé Zhao è una magnifica cineasta. A suo modo è già entrata nella storia come prima regista cinese a dirigere un film Marvel, Eternals, gruppo di invincibili difensori della Terra creati da Jack Kirby. Per quanto possa sembrare strano che una cineasta super indipendente prenda in mano un progetto Disney da 200 milioni di dollari di budget, a ben vedere non è un’idea così bizzarra. Quello di Zhao è in qualche modo un cinema di supereroi che difendono con le unghie e con i denti quel poco che gli resta. Era così nel suo bel film d’esordio, Songs my Brothers Taught Me, ambientato in una riserva indiana del South Dakota. Ancora meglio ha fatto con il suo secondo film, il meraviglioso The Rider, opera tra finzione e neorealismo che narra la storia di un cowboy campione di rodeo costretto ad abbandonare le competizioni a causa di un incidente. Un moderno western crepuscolare, narrazione della nuova frontiera, non più terra promessa, ma meta che si sposta sempre più avanti perché non c’è più né tempo né spazio per i sogni.

Nomadland è un altro capitolo di questa nuova Storia degli Stati Uniti, un paese di dimenticati lasciati al loro destino. Lo diceva già Preston Sturgess facendo andare in giro Sullivan nell’America degli anni Quaranta, mascherando da commedia straordinaria una delle opere più politiche e drammatiche dell’intero cinema americano.
Zhao invece prosegue il suo viaggio cinematografico parlando di e con le persone vere, usando Frances McDormand per convincere chi non è in grado di reggere lo sguardo di un mondo che ignora. La due volte premio Oscar si cala nella parte, portando avanti una tradizione di donne americane di celluloide che dal lavoro e dalla terra traggono la loro straordinaria forza, le Norma Rae, le Edna Spalding (entrambe Sally Field nel film di Martin Ritt e ne Le stagioni del cuore di Robert Benton), le Mae Garve (la splendida Sissy Spacek de Il fiume dell’ira di Mark Rydell). Nomadland è anch’esso un western, forse anche un horror in cui si aggirano i troppi fantasmi di Tom Joad, moderni pionieri loro malgrado in cerca di un pezzo di vita e di dignità. Entrambe cose che da tanto, troppo tempo sono solo belle parole scritte su qualche pezzo di carta di cui pochi conoscono l’esistenza. Come degli spettri del Nevada di Chloé Zhao.

NOMADLAND
USA, 2020, Regia Chloé Zhao Interpreti Frances McDormand, David Strathairn, Linda May, Swankie Durata 108’