VISIONI DI GIOCO: “ZIDANE UN RITRATTO DEL XXI SECOLO”

La seconda puntata della nostra rubrica di visioni tra cinema e sport è dedicata a Zinédine Zidane, il più forte giocatore francese di tutti i tempi, che una coppia di artisti concettuali mettono al centro di un film sul calcio che è quasi un’esperienza sensoriale

ZidaneDouglas Gordon e Philippe Parreno, due artisti concettuali, riprendono il 23 aprile 2005 la partita di Liga spagnola tra Real Madrid e Villarreal allo stadio Santiago Bernabeu, conclusasi 2-1 per il team madrileno. Tra le file dei “blancos”, è in campo Zinédine Zidane, probabilmente il calciatore francese più forte di sempre (o uno dei primi due, l’altro è Michel Platini), per la FIFA il giocatore di calcio europeo più forte degli ultimi cinquant’anni. Nella sua carriera, Zidane ha vinto due campionati italiani con la Juventus, una Liga spagnola e una Champions League con il Real Madrid, un Mondiale e un Europeo con la nazionale francese, oltre a un Pallone d’oro nel 1998. Ma Zinédine Zidane non è un calciatore francese come tutti gli altri: i suoi genitori provengono da una regione dell’Algeria settentrionale, il padre è un pastore e un musulmano praticante. Zidane ha trascorso la sua infanzia nelle periferie marsigliesi, ma la sua passione e il suo naturale talento calcistico lo hanno portato a soli undici anni a far parte delle giovanili dell’Olympique Marsiglia, forse la più prestigiosa squadra di calcio francese. Zidane non è soltanto un calciatore, perché è un simbolo: è il simbolo dell’integrazione, del riscatto e del successo per milioni di giovani francesi delle periferie, di origine maghrebina ma non soltanto.

ZidaneSembrava scontato che prima o poi qualcuno realizzasse un documentario sulla vita di Zizou, esaltando le sue giocate sul campo, e mostrando magari i lati controversi del carattere; invece, Gordon e Parreno utilizzano Zidane come icona assoluta del mondo del calcio per mettersi semplicemente nei panni di un calciatore durante una partita. Grazie all’utilizzo di 17 videocamere ad alta definizione, Zidane, un ritratto del XXI secolo non è altro che la partita tra Real e Villarreal vissuta dal punto di vista di Zidane, vivendola sulla sua faccia e sui suoi piedi, risultando praticamente una “soggettiva dall’esterno”. Il risultato è affascinante e suggestivo, per merito anche dell’utilizzo della colonna sonora dei Mogwai, dalle atmosfere ipnotiche e malinconiche, che contribuiscono a rendere il film un’autentica esperienza visiva e sensoriale di grande efficacia. Ma la volontà di Gordon e Parreno è anche quella di ridimensionare il sottotesto politico del calcio: per quanto Zizou sia l’emblema del calcio inteso come rivincita sociale, l’interesse nei suoi confronti è relativo soltanto ai suoi movimenti e alle sue invenzioni puramente calcistiche, esaltando il gesto sportivo e tralasciando tutto quello che è fuori dal campo. Non è un caso che tra il primo e il secondo tempo venga mostrato un collage di immagini di attualità: come a voler sottolineare che il calcio è un gioco, uno sport che non deve per forza assumere ulteriori significati.

Emiliano Dal Toso