Youtopia, la verginità va all’asta sul web

Le menzogne e le trappole della realtà virtuale, la perdita di valori, la necessità di ripensare a un’altra idea di mondo. Sono questi i temi che il regista Berardo Carboni affronta in Youtopia, presentato in anteprima agli Incontri Internazionali del Cinema, festival diretto da Remigio Truocchio e in programma a Sorrento dal 18 al 22 aprile. La storia (nelle sale dal 25 aprile) è quella di Laura (Donatella Finocchiaro) e Matilde (Matilda De Angelis), madre e figlia alle prese con gravi problemi economici, al punto da rischiare di perdere la casa.

La prima, è una donna di 44 anni, senza lavoro, con problemi di alcool e una figlia diciottenne da mantenere. La seconda una ragazza che si rifugia nel web per sfuggire a una realtà troppo amara e che ha scoperto il modo di guadagnare rapidamente dei soldi spogliandosi davanti a una webcam. Quando capisce che tutto questo non basta, decide di mettere all’asta la propria verginità. A farsi avanti è Ernesto (Alessandro Haber), farmacista sessantenne che alla routine della vita familiare alterna squallidi incontri notturni.

«L’idea del film – racconta il regista – nasce da uno studio iniziato nel 2010 con lo sperimentale Volavola, girato con la tecnica del “machinima” nel mondo virtuale di Second Life. Youtopia porta a compimento questo percorso per raccontare una realtà cinica e spietata, ma anche la necessità di cercare nuovi scenari, desideri e visioni. I viaggi che Matilde compie in Landing, il mondo virtuale che frequenta quando è al computer, non sono solo una fuga dalla realtà, ma il modo che lei ha per provare a cambiarla».

«Internet è un luogo dove si celano aspetti terrificanti – aggiunge Carboni – ma dove si possono costruire anche relazioni positive. Ci troviamo di fronte a un collasso sistemico, ma bisogna smettere di guardare il mondo dall’esterno, con cinismo, per costruire davvero una Youtopia e rinunciare a rifugiarsi in dimensioni virtuali per rientrare nella realtà».

«Oggi l’idea di intimità è molto confusa – dice la De Angelis, che ha girato il film subito dopo Veloce come il ventoe dobbiamo ripensare a cosa voglia dire condividere quello che postiamo. Matilde, personaggio postmoderno, calato nell’attualità, e non avverte la stranezza di spogliarsi davanti a una webcam perché vive in un mondo pieno di foto di ragazzine seminude. Lei è il frutto di una mancata educazione al web che invece dovrebbe essere obbligatoria, per sfruttare al meglio un mezzo estremamente democratico, ma al tempo stesso popolato da pericolosi predatori. Dobbiamo poter tornare a scindere realtà e virtuale».

«La situazione è decisamente sfuggita di mano – dice Luca Lionello, che nel film interpreta un laido prete – perché la libertà è una brutta bestia. Siamo entrati in un mondo che prima non c’era e che non sappiamo dove ci porterà. Youtopia è un film importante perché Carboni è un regista diverso e sapevo che avrebbe fatto qualcosa di sorprendente e inaspettato».

Matilda De Angelis Youtopia

«Sono cresciuta in una famiglia attenta e amorevole – aggiunge Matildache mi ha insegnato il valore dell’indipendenza più che quello della libertà. Sono sempre stata cauta nel mio rapporto con i social, uno strumento che aiuta la mia professione, ma ho sempre espresso la mia disapprovazione in occasione di fenomeni di cyberbullismo. Quando i leoni da tastiera mi scrivono cose inaccettabili, io li sputtano subito perché credo che se una cosa non le la diresti mai di persona, allora non puoi dirmela neppure sui social. Da ragazzina non avevo Facebook e quindi posso dire di aver avuto un’adolescenza molto serena».

«Il lavoro sul set è stato faticoso – conclude la Finocchiaroabbiamo vissuto giornate di grande tensione e concentrazione. I personaggi sono sempre un cocktail di quello che è scritto in sceneggiatura e di quello che sei. È stata un’esperienza importante, che ha richiesto un coinvolgimento emotivo forte. Frustrata, alcolizzata, vittima dei propri fallimenti e della crisi economica, Laura è una donna disarmata e fragile, che compie però un gesto estremo per salvare la figlia da un mostro».