Zurich Film Festival: storie di madri tra Julianne Moore, Michelle Williams e Susan Sarandon

Due donne, due moglie e due madri. Due destini così simili, due scelte opposte. Al Zurich Film Festival in programma in questi giorni i riflettori sono puntati sul tema della morte affrontata da due film, After the Wedding di Bart Freundlich (distribuito in Italia da Lucky Red) e Blackbird di Roger Mitchell (nelle sale con M2 Pictures)

Il primo, remake del celebre film diretto dalla danese Susanne Bier nel 2006, resta fedele all’originale, ma i ruoli principali passano a due donne, Theresa e Isabel, interpretate rispettivamente da Julianne Moore e Michelle Williams. Isabel, che si occupa di un orfanotrofio in India, viene convocata a New York da un ricco investitore che vorrebbe donare alla sua causa due milioni di dollari. Prima di decidere però la sua benefattrice, Theresa, la invita al matrimonio della figlia Grace, che si sposa nel weekend. Ma alla festa di nozze Isabel riconosce il marito di Theresa e da quel momento lo spettatore comincia poco a poco a scoprire le vere ragioni della presenza della donna a New York.

Theresa infatti, madre di due gemelli ancora piccoli, ha scoperto qualche mese prima di essere gravemente ammalata e nel poco tempo a disposizione ha deciso di pensare al futuro del marito e dei suoi figli con la inconsapevole complicità di Isabel, che nella storia di quella famiglia ha un ruolo determinante. Quella misteriosa e malinconica sconosciuta è infatti la madre biologica di Grace, fuggita dalle sue responsabilità a soli 18 anni, ignara del fatto che il suo compagno all’ultimo momento avesse deciso di riprendersi la loro neonata destinata all’affidamento. Dietro a tutto c’è dunque Theresa che ogni giorno prepara il marito e i figli ad affrontare il momento dell’inevitabile distacco.

In Blackbird di Roger Mitchel invece una madre, Lily, interpretata da Susan Sarandon, d’accordo con il marito, Sam Neil, raduna le due figlie (Kate Winslet e Mia Wasikowska) con i rispettivi partner, il nipote e la migliore amica per il weekend. Apparentemente è un pigro fine settimana come tanti, e invece quelli saranno gli ultimi giorni che la famiglia trascorrerà insieme perché Lily, affetta da una malattia degenerativa destinata a privarla della possibilità di muoversi, deglutire e persino respirare autonomamente, da deciso di togliersi la vita assistita proprio dal consorte medico.

Un argomento molto attuale dopo la storica sentenza della Corte Costituzionale Italiana che apre al suicidio assistito. Ma se la morte di Lily è in qualche modo data per scontata (la donna rivendica il diritto di morire con dignità), il film scivola nel racconto non proprio originalissimo (e infarcito di qualche psicodramma di troppo) delle infernali dinamiche che scattano quando una famiglia si riunisce in occasione di un evento speciale, facendo emergere segreti, bugie, desideri nascosti, rancori e paure.