LILLI E IL VAGABONDO: UN AMORE A QUATTRO ZAMPE

«È dolce sognar e lasciarsi cullar nell’incanto della notte. La notte con la sua magia quanti cuori unir saprà». Con questa romantica canzone dal titolo Bella Notte, il proprietario del Tony’s Restaurant suggella la love story tra Lilli, una cockerina spaniel, e il Vagabondo, un intraprendente randagio dal pelo grigio, incontrastato padrone dei bassifondi accanto alla ferrovia.

Lilli e il vagabondo ha festeggiato i suoi primi cinquant’anni nel 2015 – uscì in sala negli Stati Uniti il 22 giugno 1955 – rivendicando a ragione il suo titolo di classico Disney: ad oggi, secondo la rivista Time, il film figura tra i migliori 25 titoli del cinema d’animazione e la scena della cena a lume di candela tra i due cani innamorati – oggetto anche di innumerevoli parodie (si ricorda ad esempio quella offerta da Valeria Golino e da Charlie Sheen in Hot Shots 2) – è stata inserita dall’American Film Institute nella classifica delle 100 più belle scene d’amore di tutti i tempi. Eppure l’animatore Frank Thomas, artefice della scena, ricorda che dovette realizzarla completamente per farla poi accettare a Walt Disney, il quale pensava che non ci fosse nulla di romantico nel vedere due cani trangugiare un piatto di spaghetti con polpettine.

Ma come arrivò Disney a concepire questo film, vera e propria dichiarazione di amore e gratitudine verso gli amici a quattro zampe? Alla fine degli anni Trenta, il veterano disegnatore e sceneggiatore dei W.D. Studios, Joe Grant, fornì a Walt le prime suggestioni della storia e del personaggio di Lilli, basandosi sulla propria esperienza personale. Ma il progetto, a causa anche di altri impegni artistici assunti da Disney nel periodo bellico, fu accantonato, fino a quando Walt lesse un breve racconto di Ward Greene, Happy Dan, the Wishing Dog pubblicato su Cosmopolitan, in cui anche il co-protagonista maschile, un cane un po’ cinico, veniva efficacemente descritto.

All’inizio degli anni Cinquanta, la storia iniziò a prendere forma, combinando le suggestioni artistiche di Grant e gli spunti derivati dal racconto di Greene. Il quale, su suggerimento dello stesso Walt, scrisse un racconto ex novo che venne pubblicato prima dell’uscita del film, in maniera tale che i potenziali spettatori già familiarizzassero con i personaggi. Lilli e il vagabondo fu anche il primo film d’animazione a essere realizzato in Cinemascope e la scelta comportò una serie di soluzioni artistiche in armonia con il grande formato rettangolare: minor numero di primi piani, movimento dei personaggi attraverso lo sfondo nella stessa scena, meno tagli di montaggio. Prodotto con un budget di circa quattro milioni di dollari, alla sua prima uscita fu un successo, guadagnando una cifra inferiore solo a quella del primo classico Disney, Biancaneve e i sette nani.

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